Nell’ultimo argomento pubblicato (“Il partenariato: un “leale sfidante” per il franchising o uno stimolo per migliorarlo ?“), mi ero posto l’obiettivo di destare maggiore curiosità nei lettori affrontando da subito un confronto generico delle caratteristiche del franchising con quelle del partenariato (o viceversa). Sembra di aver centrato l’obiettivo e, a questo punto, vediamo le caratteristiche specifiche del partenariato, dando per scontato la buona conoscenza delle caratteristiche del franchising, anche se su ciò avrei molto da dire (inutile nascondermi, la mia visione di franchising non coincide granché con alcuni cànoni che girano sul mercato e questo non mi pone certo in buona luce in alcuni contesti più “blandi”).

Copyright

Nell’intervento precedente sono state posti a base alcuni “perni” essenziali per la prosecuzione della trattazione:

  1. il cenno all’elemento più importante che caratterizza il partenariato rispetto al franchising: la rimozione dell’obbligo di presenza e di trasferimento del know how che, invece, in Italia, è uno dei requisiti normativi essenziali per poter essere in presenza di rapporto di franchising, ma anche uno dei requisiti normativi più rischiosi del rapporto di franchising;
  2. la precisazione che con il partenariato si modificano sistemi di comunicazione, collaborazione e gestione della rete con l’apporto di tutti i componenti della rete stessa;
  3. la definizione di partenariato.

Riprendo da quest’ultima.

Il PARTENARIATO è una tecnica di sviluppo e di gestione che unisce dei partners per un accordo di interesse comune in ragione del quale essi si impegnano a cooperare stabilmente condividendo le loro conoscenze e le loro reciproche esperienze. Il partner principale accorda al partner indipendente, in cambio di una compensazione finanziaria diretta o indiretta, il diritto di utilizzare i suoi elementi di proprietà intellettuale, la sua esperienza e le sue conoscenze, allo scopo di commercializzare i prodotti e/o i servizi della formula che egli ha ideato e precedentemente messo a punto. I partners opereranno in comune durante tutta la durata del contratto, allo scopo di uno sviluppo reciproco ed equilibrato, in uno spirito di partenariato, senza qualsiasi manifestazione gerarchica, pur mantenendo l’identità e la reputazione della rete” (a cura di IREF ITALIA – Federazione delle Reti Europee di Partenariato e Franchising, liberamente tradotta dalla definizione ufficiale a cura di IREF – Fédération des Réseaux Européens de Partenariat et de Franchise).

Dalla definizione di partenariato possiamo rilevare che:

  • E’ una tecnica di sviluppo e di gestione – Come tutte le forme di distribuzione, richiede una presenza reticolare sul territorio, ma con modalità di sviluppo e di gestione che portino ad una relazione equilibrata tra tutti i partecipanti.
  • E’ uno scambio di conoscenze e di esperienze – In una franchise, il franchisor (dietro corrispettivo) offre agli affiliati un know-how uniforme e soggetto a segretezza che egli si impegna ad applicare alla lettera: si tratta di una comunicazione di tipo verticale. Il partenariato, invece, si fonda sullo scambio di conoscenze e di esperienze dove ogni partner indipendente si arricchisce e diventa parte stessa ed essenziale di know-how espressamente e palesemente noto e comune a tutti, dove si ritiene di poter operare in tal senso, oppure, gelosamente conservato, quando si ritiene di assumere un approccio più tutelante. In pratica, eliminando definitivamente gli obblighi ed i rischi legati alla trasmissione del know how imposti dalla normativa nazionale: si tratta di una comunicazione incrociata e bidirezionale.
  • Richiede una formula concettualizzata – Ad un primo impatto, potremmo confondere tale caratteristica con il classico e conosciuto manuale operativo presente nel franchising. La concettualizzazione della formula deve essere intesa come la predisposizione di tutti quegli elementi chiave necessari a supportare l’obiettivo principale dato dallo scambio di esperienze e conoscenze tra i membri della rete.
  • Conduce ad uno sviluppo reciproco – Riunendo tutti gli elementi presenti nella definizione, si giunge alla situazione ideale nella quale ciascun membro della rete, con le sue esperienze sia negative, sia positive, contribuisce all’arricchimento e alla crescita delle conoscenze degli altri e della formula iniziale, giungendo alla così detta c.d. “fertilizzazione incrociata”, cioè il contributo di ogni componente a rendere “fertile” il terreno dello scambio e della crescita.

Come detto, tra i vari elementi che caratterizzano il partenariato, alcuni sono considerati comuni ad altre forme di commercio a rete e in primis proprio il franchising, ma alcuni sono effettivamente tipici e caratteristici. Alcuni esempi:

  • la gestione partecipativa”. E’ noto che il franchising, per come ci giunge dalla definizione legale, implica una gestione di tipo gerarchico: il franchisor è il detentore assoluto del suo know-how ed è questo che permette il successo di chi aderisce, tanto che la normativa italiana lo definisce “indispensabile” per la formula. Nel partenariato, siamo in presenza di una gestione partecipativa nella quale tutti i membri della rete partecipano attivamente al miglioramento della formula, sono più responsabili e, quindi, più motivati;
  • decisioni assunte democraticamente”. E’ la logica conseguenza della gestione partecipativa: ogni partner indipendente deve essere coinvolto concretamente alle decisioni della rete. Solo la costituzione di strutture di concertazione e di dialogo efficienti potrà rispondere a tali esigenze. Con il coinvolgimento nelle scelte, nelle decisioni, il partner indipendente è maggiormente responsabilizzato ed è più facile concretizzare il concetto che “eseguiamo più facilmente ciò che abbiamo deciso, rispetto a ciò che abbiamo imposto”. La condizione essenziale per ottenere tale risultato è il “consiglio di consultazione”;
  • consiglio di consultazione”. E’ un organo che deve rappresentare la rete nel suo insieme e in forma unica. I membri di tale organismo saranno tutti gli aderenti alla rete e un rappresentante della stessa. La costituzione di tale organismo può essere scelta utilizzando strumenti messi a disposizione dalla legislazione o potranno essere più informali, ma, comunque, ufficiali e con validità delle decisioni assunte. Nel partenariato il ruolo del consiglio di consultazione è fondamentale ed il suo campo di azione è molto vasto.

Descritti i tratti essenziali delle principali caratteristiche del partenariato, sotto l’aspetto contrattuale possiamo fornire solo alcuni cenni e porre in evidenza che trattasi di un contratto molto più complesso di un contratto di franchising e se, come ampiamente riconosciuto, è impossibile identificare un contratto tipo di un sistema di franchising, nel partenariato tale concetto è da considerarsi amplificato. Infatti, per il primo, almeno alcuni elementi obbligatori giungono dalla normativa vigente, mentre, per il secondo, per ciò che riguarda il nostro ordinamento giuridico, siamo in presenza di quanto previsto all’art.1322 del Codice Civile, sull’autonomia contrattuale delle parti alle quali è concessa la libertà (nei limiti imposti dalla legge) di determinare il contenuto del proprio rapporto contrattuale, anche se non appartenente ad una disciplina particolare, purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico.
Ciò che in genere caratterizza un contratto di partenariato effettivamente dotato dello spirito collaborativo e partecipativo e che lo differenzia rispetto a molti contratti di franchising vigenti, è l’assenza di specifiche imposizioni come i volumi di affari minimi, acquisti minimi annuali indipendenti dalle vendite, ecc.. Potrà essere previsto, giusto per dare un esempio non esaustivo per reti commerciali, una giacenza minima di assortimento per il punto vendita, quindi, strettamente connessa e rispettosa delle vendite dello stesso punto vendita e soprattutto per l’assortimento da mettere a disposizione della clientela, pur dovendo considerare le caratteristiche di ogni attività.

Annunci
commenti
  1. […] ← Partenariato e franchising: oltre la rete cosa c’è ? 26 maggio 2013 · 19:01 ↓ Salta ai commenti […]

  2. […] un inizio di una serie di interventi tra loro collegati e collegabili. Gli interventi sono stati: “Partenariato e franchising: oltre la rete cosa c’è ?” e “Il know how nel franchising: un pericoloso stato di “sostanzialità””. Sempre nel primo […]

  3. […] ho potuto conoscere da vicino una tipologia contrattuale che, di fatto, non è mai stata e non è presa nella dovuta considerazione nel nostro paese e, mi azzarderei anche a dire, una forma contrattuale sconosciuta ai più: il partenariato. Un contratto che, una volta appreso e conosciuto, manifesta in tutta la sua essenza la forma di franchising adottata negli USA, considerato il “vero franchising” (approfondimenti sul partenariato: “Il partenariato: un “leale sfidante” per il franchising o uno stimolo per migliorarlo ?” e “Partenariato e franchising: oltre la rete cosa c’è ?”); […]

  4. […] un “leale sfidante” per il franchising o uno stimolo per migliorarlo ?” e “Partenariato e franchising: oltre la rete cosa c’è ?“. Comunicare, non significa instaurare solo idonei mezzi e strumenti per far giungere […]

  5. […] partenariato: un “leale sfidante” per il franchising o uno stimolo per migliorarlo ?”, “Partenariato e franchising: oltre la rete cosa c’è ?” e “Il requisito essenziale per la sussistenza del #franchising può costituire un pericolo per […]

  6. […] partenariato: un “leale sfidante” per il franchising o uno stimolo per migliorarlo ?”, “Partenariato e franchising: oltre la rete cosa c’è ?” e “Il requisito essenziale per la sussistenza del #franchising può costituire un pericolo per […]

  7. […] partenariato: un “leale sfidante” per il franchising o uno stimolo per migliorarlo ?“, “Partenariato e franchising: oltre la rete cosa c’è ?” e “Il requisito essenziale per la sussistenza del #franchising può costituire un pericolo per […]

  8. […] Il partenariato: un “leale sfidante” per il franchising o uno stimolo per migliorarlo? Partenariato e franchising: oltre la rete cosa c’è? Guida al Partenariato Commerciale (a cura di IREF […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...