Nel corso dei secoli si è scritto molto sull’onore e sulle varie accezioni del termine, anche negative.
Pensieri spesso non coincidenti e talvolta contrastanti. Giusto per citarne alcuni:

  • Tutti dicono che l’onore non conta niente e invece conta più della vita. Senza onore nessuno ti rispetta (Goffredo Parise, Sillabari, 1972/82)
  • Chi apprezza il denaro più del proprio onore è indegno dell’uno e dell’altro (Axel Oxenstierna, Riflessioni e massime, 1645)
  • Le cariche onorifiche sono per gli imbecilli; meglio vivere nella vergogna che negli onori; soprattutto, niente onorificenze; libertà ad ogni prezzo; per pensare. Gli onori sono appesi come arazzi sugli occhi e sulle orecchie; chi riesce più a vedere, a sentire! Negli onori asfissiano i sogni e si disseccano gli anni buoni (Elias Canetti, La provincia dell’uomo, 1973)
  • Le parole d’onore costano poco (Johann Gottfried Herder, Cid, 1805)
  • L’onore è come i fiammiferi: serve solo una volta (Marcel Pagnol, Marius, 1931)

Ognuno di noi potrebbe e può costruire un proprio pensiero, una propria convinzione al riguardo.
Come è facile notare, con questo intervento esco un attimo dai binari tecnici sui quali ho sempre direzionato il contenuto del mio blog, ma rimane fermo il concetto di “contributo al settore”.

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La consegna del “Diploma d’Onore”

La consegna del “Diploma d’Onore”

Vorrei, infatti, rendere partecipi i lettori esternando il mio pensiero circa un riconoscimento consegnatomi il 21.10.2013 a Parigi nel corso della 26a edizione dei “Trophées de la Franchise et du Partenariat” insieme alla cerimonia di assegnazione dei premi “Meilleurs Franchisés & Partenaires de France“ organizzati da Federation Iref e patrocinati dal Ministero del Commercio Estero francese e delle Camere di Commercio di Francia.
Nell’occasione, con piacevole sorpresa, ho ricevuto un “Diploma d’Onore” a firma del Presidente e V.Presidente della Federation Iref, del Presidente delle Camere di Commercio di Francia e del Ministro del Commercio Estero francese.
Il Consiglio di Amministrazione della Federation Iref ha motivato la consegna di tale prestigioso riconoscimento quale “omaggio alle sue qualità professionali ed al suo contributo per l’arricchimento dei sistemi di Franchising e di Partenariato in Europa” esprimendomi “tutta la sua gratitudine per aver contribuito a porre maggiormente in risalto la Federazione delle Reti Europee di Partenariato e Franchising al servizio di tutte le forme di commercio organizzato indipendente o associato”.

Che dire ? Non posso che essere “onorato di questo onore“, ma lo sento, ovviamente e giustamente, anche una responsabilità ed un impegno perchè per rendere omaggio a tali riconoscimenti occorre mantenere ben presenti le motivazioni che lo hanno determinato.

Non solo, ma una soggetto da solo non crea mai niente, ha sempre bisogno degli altri, tutti abbiamo bisogno degli altri, così come tutti possiamo essere utili agli altri. Per questo ho dedicato tale riconoscimento a tutti coloro che effettivamente, attivamente e fattivamente si sono adoperati e si stanno adoperando per Iref Italia ed a tutti coloro che, direttamente e indirettamente, hanno creduto e credono nel progetto associativo di Iref Italia ed in tutto ciò che tale progetto esprime.

In questo spazio, voglio aggiungere anche una dedica ai lettori di questo blog perchè anche loro, con la loro partecipazione e con il loro interesse al contenuto degli interventi che pubblico e che costituiscono parte del mio messaggio e del mio contributo per un “arricchimento dei sistemi di Franchising e di Partenariato“, hanno contribuito alla consegna del riconoscimento.
Infine, in ultimo, ma non certamente per importanza, si tratta di un onore anche quale umile e semplice (così mi sento veramente) rappresentante di un pezzo d’Italia.

Pertanto, credo che la miglior cosa sia continuare a fare ciò che da sempre ho fatto senza tener conto di aver ricevuto tale riconoscimento e credo che ancor miglior cosa è chiedere a chi legge i miei interventi di continuare ad essere presenti sul blog e di divulgare il contenuto in modo da darmi idonea motivazione per continuare in tal senso ed in tal modo.
Una cosa è certa, per quanto mi riguarda, se devo sposare un pensiero espresso nel corso dei secoli, sposo quello di Tito Livio: “Fama e onore vanno talvolta più facilmente a chi non li ricerca” (Tito Livio, Ab urbe condita, 27 a.e.c. – 14 e.c.).
Nel mio caso, di fama non c’è traccia e non ne richiedo, l’onore, pur sempre prezioso anche concettualmente, è di una forma alquanto ridotta rispetto a tante altre professionalità più preziose, la sostanza del concetto espressa da Tito Livio è la cosa che sento più appartenermi.
Grazie dell’attenzione.

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