E’ il momento di “fare festa”(!)(?). Allora Buone Feste e Buone Imprese a tutti

Pubblicato: 10 dicembre 2013 in Franchising e sistemi a rete

Eccoci giunti alla festività natalizie. Il periodo moralmente ed economicamente ritenuto più importante e, la sua importanza, la fa sentire sia in senso positivo, sia in senso negativo.

Da molti giorni rifletto (stavo per rinunciare) su cosa scrivere per manifestare i miei auguri ai lettori del blog in occasione delle festività 2013.

2013: il sesto anno di crisi. In genere, nelle separazioni/divorzi si parlava della “crisi del settimo anno”, ma le più attuali statistiche ci indicano che sono meno di sette, che, ovviamente, giunge dopo una crisi di sei. Allora la prima speranza è che ci accingiamo a separarci/divorziare dalla crisi ? Al momento, essendo impossibile una qualsiasi previsione, limitiamoci a dire che gli eventi hanno costruito un pessimo gioco di parole.

Parole: non facile trovare quelle giuste, soprattutto quelle pacate e serene necessarie per fare gli auguri. La difficoltà giunge dall’attuale contesto economico che sta mettendo a dura prova tutte le virtù del popolo italiano, dalla fede, alla pazienza, dalla forza, all’impegno.

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Impegno: anche mettendolo ai massimi livelli, non sono così sicuro che, pur trovando parole fiduciose e ricche di ottimismo, queste potessero essere efficaci sugli attuali stati di animo delle persone, dei lavoratori tutti, ma, in particolare, degli imprenditori e dei lavoratori autonomi, categorie senza rete sociale che stanno affrontando questo ormai settennio con una forza che taluni non pensavano neanche di avere e che non tutti, purtroppo, hanno tragicamente avuto facendosi sopraffare dalla “non voglia” di appartenere ancora ad una categoria che teoricamente dovrebbe generare lavoro, il vero assente. 

Lavoro: si potrebbe obiettare: che c’entra tutto questo con il presente blog sul franchising, sulle reti, ecc. ? Potete approfondire autonomamente verificando il sempre più crescente rapporto tra “ricerca di lavoro” e “mettersi in proprio con il franchising”,  ma anche tra “false promesse di lavoro” e “mettersi in proprio con il franchising” (anche su questo blog ci sono ottimi spunti di riflessione). Si tratta di una rapporto che non sempre costituisce positività, ma, anzi, è un rapporto molto pericoloso (non mi dilungo).

Pericolo: il pericolo non sembra essere finito. Quale pericolo ? In “sei anni di interminabile crisi finanziaria ed economica, il numero dei poveri e dei disoccupati in Italia è raddoppiato, le famiglie hanno tagliato oltre 5.000 euro di consumi all’anno, la produzione industriale è crollata di un quarto, tornando ai livelli del 1986, e un decimo della ricchezza prodotta dal Paese, sia complessiva, sia pro capite, è stata spazzata via” (La Stampa Economia, 20.12.2013). Il pericolo. Il pericolo che tutto ciò continui essendo ormai palese e accertato i molti anni di false parole spese sulla “conclusione ormai imminente della crisi“. Infatti, la più importante associazione delle imprese ha affermato (20.12.2013) che “Il Paese ha subito un grave arretramento ed è diventato più fragile, anche sul fronte sociale” ed ha ufficializzato che l’attuale stato economico è paragonabile ad una situazione post bellica: “danni di guerra” che nessuno rifonderà (come, cinicamente, accade nelle guerre).

Guerra: parola atroce, forse parola esagerata rispetto alle scene ed alle conseguenza di guerre fatte con missili e bombe, ma questa è la parola usata e nessuno ne ha contestato l’uso. La cosa più assurda è che ancora una volta si legge sui quotidiani che la guerra (che poi non è che la recessione) sembra ormai finita, ma non i suoi effetti, i suoi danni, tanto da definire i “segnali di ripresa economica” in “attività di ricostruzione economica” post bellica.

Post guerra: con queste brutte e tristi parole, ho trovato l’ispirazione per mandare un messaggio a tutti i lettori del mio blog ed ho deciso lasciar perdere l’originalità, il tentativo di distinguersi, il provare a formulare una qualche frase propria che “prenda” o che “colpisca” per fare scena, ecc., ecc.. Ho deciso di riprendere un grande messaggio da un grande personaggio della storia italiana che tutti conoscono (sia il messaggio, sia il personaggio). Quindi, zero originalità da parte mia e la cosa non mi disturba affatto, anzi, è dai “grandi” che si migliora noi stessi.

Ecco, quindi, che il messaggio di Luigi Einaudi, economista, Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro delle Finanze, del Tesoro e del Bilancio nel IV Governo De Gasperi, Governatore della Banca d’Italia tra il 1945 e il 1948, Presidente della Repubblica Italiana dal 1948 al 1955, costituisce il mio messaggio per queste festività 2013.

Un messaggio che, ripeto, so benissimo essere noto a tutti, ma che contiene frasi di straordinaria attualità e anche di speranza. Einaudi scriveva:

“…migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente con altri impieghi”.

Bene, stiamo certamente “subendo molestie, attività di inceppamenti e di scoraggiamento“, ma nonostante tutto e nonostante tutti, stiamo continuando e continueremo a fare il nostro dovere di cittadini, lavoratori, imprenditori, professionisti, perchè così sono fatti gli italiani, i bistrattati e criticati italiani e che sia una industria, che sia un negozio singolo, uno studio, un ambulatorio, un laboratorio o altro, faremo di tutto per “creare lavoro, per produrre e per risparmiare“.

Si, siamo pronti a “fare festa”, ma nell’accezione positiva della frase e, quindi, “siamo pronti a fare Buone Feste” e marciare decisamente sul 2014.

Tantissimi e sinceri auguri di Buone Feste e che il Natale e il Nuovo Anno portino per sempre serenità e felicità a tutti e in tutte le famiglie.

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  3. […] 2013 mi espressi con l’intervento dal titolo “E’ il momento di “fare festa”(!)(?). Allora Buone Feste e Buone Imprese a tutti“, nel 2014 l’intervento portava il titolo “Buon Natale e un augurio per un Nuovo […]

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