McDonald’s, un anno dopo: come è andata ? Ad un anno dalla pubblicazione del nostro colloquio, Enrico Scroccaro, Franchising Senior Manager, ci illustra i risultati.

Pubblicato: 20 marzo 2014 in Franchising e sistemi a rete
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Come preannunciato, a distanza di circa un anno dalla pubblicazione sul blog del colloquio con l’amico Enrico Scroccaro (ricordo l’informalità obbligatoria sul mio blog), Franchising Senior Manager di McDonald’s Italia, nel corso del quale è stato possibile approfondire la tematica riguardante lo sviluppo del marchio internazionale (“McDonald’s e lo sviluppo in Italia: a colloquio con Enrico Scroccaro, Franchising Senior Manager”), non potevo che andare a verificare i risultati pervenuti nel periodo. Diciamo che, nel rispetto della “mission” di questo mio blog (“contributi per approfondire la conoscenza del franchising…e non solo“), l’ho considerato anche un obbligo verso i lettori affinchè ciò che era stato appreso in quel colloquio non fosse considerato un mero spot promozionale, ma una verifica di e verso una effettiva serietà imprenditoriale che vede l’assunzione delle responsabilità tra ciò che si pianifica e si progetta con alta professionalità e ciò che si analizza e si verifica a consuntivo o, comunque, anche in corso d’opera.

Questo è il caso e i dati sono assolutamente interessanti.

  • Enrico, intanto grazie per la tua disponibilità e diciamo pure che, nella sostanza, questo non è un vero colloquio perchè lascio a totalmente te tutto lo spazio che riterrai opportuno per rispondere ad una domanda unica domanda: “un anno dopo: come è andata?”. Una premessa, però. Nel rispondere, ti chiedo se gentilmente puoi anche farci comprendere quelli che secondo te sono i fattori principali che li hanno determinati, in quanto, al di là di qualsiasi volontà imprenditoriale in termini di progetto (in questo caso crescita, sviluppo e posti di lavoro), ci sono poi alcuni fattori chiave sui quali il progetto poggia le fondamenta per la buona riuscita. A te la parola

Ciao Mirco e grazie ancora una volta per dedicarmi spazio nel tuo blog, che apprezzo e trovo sempre molto interessante.
A un anno dal nostro ultimo incontro virtuale, la chiusura del 2013, ci vede ancora in crescita rispetto al mercato e all’anno 2012, con 32 nuove aperture effettuate in tutta Italia e risultati a parità di rete di tutto rispetto. Qual’è il segreto, mi chiederai , quali fattori chiave, mi dicevi.
Il primo segreto è “essere un sistema”, questa è la parola che usiamo per descrivere la complessità del nostro mondo, composto da 124 imprenditori affiliati che gestiscono circa 400 ristoranti, dei 482 totali, e di McDonald’s stessa, affiatati nel decidere la strategica e vincenti nell’applicarla.
Scusami è più forte di me, ma mi occupo di franchising, e non posso che porre l’accento su quello che è il nostro vantaggio competitivo: il franchisee.
E’ l’altro “fattore chiave”. Ed è un piacere per me vedere persone che qualche mese fa si occupavano di altro, o che erano uscite dall’azienda a causa della crisi, riprendere vigore ed entusiasmo: oggi sono motiva, hanno vissuto per 8-12 mesi il nostro corso di formazione in uno dei ristoranti McDonald’s e a breve avranno il loro ristorante da gestire, senza contare che hanno superato un percorso di selezione rigoroso.
Tra la fine del 2013 e oggi abbiamo inserito 5 nuovi franchisee, in varie aree d’Italia, e ne abbiamo altrettanti in formazione: la nostra selezione continua, come continuano in nostri piani di sviluppo che confermiamo anche per i prossimi tre anni (circa 100 nuovi) ristoranti.
Il nostro target di ricerca verso manager e quadri si è dimostrato vincente e siamo sempre più convinti che questa sia la strada giusta: ovviamente non trascuriamo né imprenditori né altri profili.
Anche per l’anno in corso vogliamo inserire nuovi candidati altre a quelli già in formazione, perché il nostro piano di sviluppo bilancia la crescita degli attuali franchisee e l’entrata di nuovi: tutto il sistema deve crescere; l’obiettivo è allargare la base per sostenere la crescita nel lungo termine.
Integro quanto detto lasciando documentare ad un terzo soggetto altre importanti informazioni. Si tratta di una ricerca svolta da SDA Bocconi che ha voluto misurare l’impatto occupazionale in Italia di McDonald’s: una conferma delle nostre previsioni e dei nostri progetti con 24.072 posti di lavoro nel 2013 e una previsione di 27.160 nel 2015. (n.d.a.: potete scaricare il documento integrale della ricerca SDA Bocconi).
Se tra i lettori del blog vi sono persone che vogliono approfondire, cerchiamo ancora candidati per le Marche, Liguria, Veneto e Friuli, Trentino, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia: nella pagina dedicata al franchising del sito di McDonald’s Italia ci sono tutte le informazioni necessarie.

Intanto ancora un ringraziamento a Enrico che, non esito a ripetermi e a confermare, anche se ci conosciamo da molti anni, la sua gentilezza, preparazione, disponibilità e, in particolare, la sua professionalità sono costantemente oggetto di mio apprezzamento. La precisione del consuntivo rispetto alle previsioni che ci ha fornito Enrico è impressionante e credo che il ringraziamento debba estendersi anche a McDonald’s per il beneficio collettivo che giunge da tale piano di sviluppo.

Nel finale del colloquio con Enrico pubblicato l’anno passato scrissi che un tale piano di sviluppo “creerà un meccanismo virtuoso anche sull’indotto che ruota intorno al Sistema McDonald’s ed è un indotto nazionale, ma anche locale, un indotto focalizzato sulla produzione di beni e servizi e composto da medio-piccole imprese, ma anche di micro aziende a carattere artigianale e familiare“. Anche questa poteva sembrare una frase fatta, ma McDonald’s ha reso possibile che si avverasse questa mia umile previsione, come la ricerca SDA Bocconi illustra. Quindi, a Enrico e a McDonald’s un ulteriore ringraziamento personale non escludendo un ulteriore appuntamento su questo blog per ulteriori verifiche, ma anche per eventuali altre novità.

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commenti
  1. […] Indubbiamente la storia di Kroc non sembra proprio essere una di quelle storie dell’imprenditore sensibile al sociale. Non è certo il nostro Adriano Olivetti, ad esempio, con la sua visione sociale e culturale. Ma Kroc, con la sua impresa, ha creato lavoro e la partecipazione degli affiliati all’impresa ne ha fatto dei piccoli e medi imprenditori di successo che devono il proprio benessere, oltre che la propria occupazione, proprio a questa impresa. Non molti hanno ben focalizzato che “l’impresa di servizi” McDonald’s è un’impresa ad alta intensità occupazionale in tutto il mondo, inclusa l’Italia (consiglio di leggere anche McDonald’s e lo sviluppo in Italia: a colloquio con Enrico Scroccaro, Franchising Senior Manager e McDonald’s, un anno dopo: come è andata ? Ad un anno dalla pubblicazione del nostro colloquio, En…). […]

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