Sarebbe il momento che tutto il settore #franchising facesse una riflessione e intervenisse: ne ha la possibilità

Presentazione

Tutti sanno che cos’è la roulette russa, un gioco d’azzardo, potenzialmente letale, che consiste nel posizionare un solo proiettile in una rivoltella, ruotare velocemente il tamburo, chiudere l’arma da fuoco senza guardare, puntarla verso la propria testa e premere il grilletto.

L’origine del nome “roulette” deriva dalla similitudine col gioco d’azzardo della roulette, in cui si fa girare una ruota, e si scommette su quello che sarà l’unico e indiscutibile risultato.

L’aggettivo “russa“, sembra sia dovuto al fatto che la prima descrizione di una simile pratica risulterebbe quella resa dallo scrittore russo Mikhail Lermontov, nel racconto Il fatalista, contenuto nel romanzo Un eroe del nostro tempo, del 1840.

Tutti sanno anche che cosa significa “fuffa”, un “insieme di cose inutili, prive di valore. Insieme di sciocchezze, di ragionamenti o discorsi oziosi. Etimologia: dal toscano fuffigno, ingarbugliamento dei fili di una matassa” (diz.Garzanti).

Infatti, a completamento, pochi sanno, invece, che “la fuffa è la tipica lanetta che si forma nei tessuti e che in genere si rimuove poiché anti-estetica. Proprio questa connotazione ha fatto sì che venisse usato sensu lato per indicare un eccesso inutile. Può indicare anche l’accumulo di peli che si verifica negli animali o l’accumulo di polvere in batuffoli”.

Quindi, stiamo parlando, per certi versi, di cose prive di valore, magari descritte in maniera oziosa o con eccessi di valorizzazione e, per altri, di presenza di cose inutili e antiestetiche. Che c’entra il franchising? Credo sia alquanto facile da intuire, ma approfondiamo e partiamo dall’inizio.

Introduzione

Dopo l’ultimo mio articolo pubblicato sul blog in data 13 ottobre, “#franchisinganno: AGCM interviene ancora e indirettamente coinvolge anche la consulenza al settore”, con il quale ho commentato “l’ennesima” casistica in materia di pubblicità ingannevole conseguente “l’ennesimo” provvedimento dell’AGCM, di elementi e situazioni da commentare ce ne sono molti, di episodi verificatisi ce ne sono di numerosi e di notizie, dal 13 ottobre ad oggi, ce ne sono parecchie e di una certa importanza.

Per il sottoscritto, il mese di novembre è stato alquanto impegnativo in materia di franchising e una idonea presentazione ed introduzione a quanto stiamo andando ad analizzare è:

  • certamente l’articolo pubblicato nel mese di novembre su AZ Franchising dal titolo “In attesa di riforma” (potete scaricare il formato .pdf).
  • l’interessante articolo che sarà pubblicato nel mese di dicembre, sempre su AZ Franchising, nel quale è trattato un ulteriore provvedimento dell’AGCM verso un notissimo franchisor. Consiglio di provvedere direttamente in edicola.

Oltre alla redazione e pubblicazione di quanto sopra, il mese di novembre si è caratterizzato anche per la presenza:

  • al Salone del Franchising di Milano (da 7 al 10 novembre), come Presidente di IREF Italia;
  • all’ExpoGlutenFree di Rimini (dal 15 al 16 novembre), come rappresentante di Studio Comparini & Russo e Professional Group SRL-Franchising Analysis;
  • al Salone Job&Orienta di Verona (dal 20 al 22 novembre), come Presidente di IREF Italia.

Tutti gli appuntamenti, inoltre, hanno visto interventi seminaristici in materia di franchising, in particolare a Rimini dove, nel corso dei due giorni, sono stati tenuti 4 seminari da un’ora ciascuna.

Caratteristica comune di tutti gli eventi è stata quella di parlare e assistere soggetti interessati al franchising, sia dal lato franchisor, sia dal lato franchisee.

Su questo argomento possiamo ritenere ancora attualissimo (la situazione non è cambiata) quanto già pubblicato nel dicembre 2013: “Franchising: un tour tra scarse informazioni, furti di format e format incompiuti”.

Potremmo chiudere questo intervento qua, ma la caratteristica di quanto costituisce oggetto dei tre interventi sopra citati e quanto è emerso in questo periodo richiede maggiori dettagli in quanto sono risultati assolutamente attuali per quanto accaduto proprio in in tale lasso di tempo. Sicuramente è solo fortuna, ma il contenuto di tali articoli è la concretizzazione di alcuni elementi che  compongono una specifica iniziativa che sta avendo l’attenzione (positiva e negativa) di alcuni operatori (diretti e indiretti) del franchising.

Sicuramente è la medesima “fortuna” di quando nel corso del 2010/2011, nei miei vari interventi scritti e seminaristici, sostenevo di quanta pericolosità costituisse il know-how nel franchising, per poi rilevare un pesante intervento da parte di un Tribunale (approfondimenti a: “#Franchising e insufficiente Know how: arrivano i Tribunali ?” e altri interventi presenti nel blog e connessi a tale articolo). Ma cosa è accaduto ? Vediamo.

Il punto focale

Il punto ruota intorno all’iniziativa della quale IREF Italia, AZ Franchising e Associazione Nazionale Commercialisti si sono fatti promotori e alla quale ha ufficialmente aderito anche la Delegazione Italiana della Corte Arbitrale Europea, con sede a Strasburgo: stiamo parlando della richiesta di modifica della normativa sul franchising. Una iniziativa che ha attirato l’attenzione e l’interesse della Senatrice Elena Fissore che ha deciso di portarla avanti in sede parlamentare.

Per sintetizzare il contenuto di questo mio intervento, invito a leggere la pagina ufficiale di IREF Italia, dal titolo “La Sen.Fissore in visita al salone del franchising invitata da IREF Italia” e, all’interno di tale pagina, potete rilevare anche due “lanci” Ansa, dal titolo “Franchising: Fissore (Pd), legge funziona ma va ammodernata” e “Franchising: è bagarre tra Associazioni su riforma”.

Si tratta del risultato di un ulteriore incontro, dopo quello del 30.10.2014 svoltosi a Roma insieme a ANCommercialisti, che IREF Italia ha avuto, questa volta insieme al Presidente di AZ Franchising, con le associazioni Confimprese, Federfranchising e Assofranchising, con la partecipazione dell’organizzazione del Salone di Milano.

Il risultato è indubbio e non certamente fuorviante e lasciamo ai lettori le considerazioni che riterranno opportuno formulare. Interessante sarebbe conoscerle e ricevere anche commenti o vedere avviare una discussione in merito proprio qua sul blog o in altra situazione “socials”.

Il risultato non è altro che la manifestazione pubblica ed istituzionale già espressa nelle interviste rilasciate nel dossier di AZ Franchising, pubblicato proprio dopo l’annuncio ufficiale della predisposizione della bozza di testo sulla riforma proposta.

La “roulette fuffa” nel franchising ?

Una volta definite ed ufficializzate le posizioni a questo punto potremmo domandarci perché sta accadendo tutto questo.

Dovrebbe essere normale e ovvio che si procedesse ad aggiornare la normativa considerato che gli interventi dei Tribunali e dell’AGCM iniziano ad essere alquanto ingerenti e invasivi e, non raramente, sempre su specifiche situazioni che vanno al di là delle clausole contrattuali soggettive di quello specifico contratto o in inadempienze contrattuali delle parti.

Dovrebbe essere normale e ovvio prendere in considerazione tale “tendenza” e intervenire con tempestività in quanto logicamente considerata e considerabile “pericolosa” per i franchisor (che subiscono sanzioni e non certo piacevoli conseguenze giudiziarie), lasciati in balia di decisioni da parte di Giudici, e per i franchisee, costretti ad intraprendere azioni legali assolutamente inutili e costose.

Dovrebbe essere normale e ovvio porre attenzione a tali aspetti e fare di tutto per rimuoverli al fine di fornire agli operatori del settore un contesto chiaro, trasparente e corretto necessario per eliminare situazioni ambigue e arginare l’ingresso di operatori sleali che distorcono e danneggiano il settore del franchising e di tutte le altre forme di commercio a rete.

Dovrebbe essere normale e ovvio, in un contesto normale e ovvio.

A tutto questo ognuno può fornire un perché, ma quello che mi preme analizzare è sensibilizzare il lettore alla lettura delle proposte pubblicate sinteticamente da IREF Italia, aggiungendo un invito alla lettura dei vari interventi pubblicati in questo blog, alla lettura degli articoli pubblicati su AZ Franchising, alla ricerca di sentenze e alla lettura sul sito dell’AGCM dei vari provvedimenti in materia (sono atti pubblici).

Dalla sintesi pubblicata sul sito IREF Italia potremmo estrarre una serie di proposte e collegarle strettamente (una per una) ai singoli interventi o di un Tribunale o dell’AGCM o di ambedue o anche alla semplice logica che un legislatore dovrebbe adottare, così come alla equità, alla trasparenza e alla tutela di tutte le parti in causa, incluso anche il mercato come entità collettiva.

Ne estraggo solo quattro (due incluse in un unico punto essendo sul medesimo argomento):

  1. introduzione dell’obbligo di fornire in forma scritta le informazioni precontrattuali con specifico documento e con ampliamento delle informazioni da fornire”. La domanda è: perché no, dato che un Tribunale ha proprio recentemente condannato una rete ? (sentenze giunte dopo le proposte di riforma). Da AZ Franchising “In attesa di riforma” (potete scaricare il formato .pdf);
  2. informazione “dinamica” della composizione della rete con indicazioni degli entrati e degli usciti dalla rete, con descrizione delle motivazioni della cessazione”. La domanda è: perché no, dato che l’AGCM è già intervenuta in passato su questo aspetto. Da AZ Franchising di Aprile 2014 “Dove la normativa fa acqua” (potete scaricare il formato .pdf) e articolo in uscita di Dicembre 2014.
  3. obbligo di comunicare l’inizio ed il termine di sperimentazione (già obbligatorio dalla legge vigente) dei sistemi di franchising presso il Repertorio Economico Amministrativo” e ancora “obbligo di fornire informazioni precontrattuali sul percorso del soggetto titolare di rete e sul periodo di sperimentazione, nonché, sulle risorse umane dedicate alla gestione della rete, inclusa l’estensione di informazioni su eventuali procedimenti giudiziari nei confronti dell’Organo Amministrativo e obbligo di consegna al candidato aderente dei bilanci del titolare di rete”. La domanda è: perché no, dato che l’AGCM è già intervenuta molte volte in passato su questo aspetto e continuiamo ad assistere a espositori in saloni dotati di altre forme contrattuali, non dotati di sperimentazione, senza punti affiliati e senza punti pilota, ecc., ecc..

I perché possono essere moltissimi, ma soprattutto hanno la caratteristica di essere dei veri e propri misteri.

Ma quello che c’è da chiederci è perché, considerato che sentenze e provvedimenti sono ben noti (a chi studia, ovviamente), continuare a tenere norme che non evitano la presenza di “franchising fuffa” dannosi all’intero settore e perché lasciare che tutti gli operatori, siano essi franchisor, ma anche franchisee, si trovino ad operare in questo contesto tecnicamente e giuridicamente pericoloso.

Pericoloso lo può essere in termini economici, perché le cifre in ballo, ognuno con le proporzioni soggettive, sono e possono essere elevate, ma anche in termini morali. Infatti, per qualcuno l’adesione ad una rete può essere una scelta di vita, di famiglia, può essere l’investimento della propria vita, della propria liquidazione, ecc., ecc.. Per un neo franchisor la creazione di una rete può essere un elevato investimento e se volesse operare secondo legge e prassi, potrebbe ricevere una sostanziale concorrenza sleale di qualche sedicente franchisor che rimarrebbe anche impunito o correrebbe ridotti rischi.

E’ un po’ tutto paradossale e ricorda molto (mi azzarderei a sostenere un certo senso di certezza circa la presenza di uno stretto collegamento, sia in termini di contenuto, sia in termini di “divulgatori scientifici”) la questione legata alla sperimentazione, argomento affrontato in altro intervento presente sul blog dal titolo “Sperimentazione nel franchising: come “sfare cultura”. Basta alla diffusione di obbrobri economici !!!“.

Insomma, non possiamo legittimare questa situazione dove la frase più ricorrente potrebbe essere “ok, mi è andata bene“, come in una roulette russa. Si, frasi di tal natura che posso significare “l’ho scampata“, ma anche “l’ho fatta franca“, così come “fortunatamente la scelta dell’adesione è stata valida“, ecc., ecc.. Non possiamo perchè con questo azzardo le frasi che possono presentarsi sono anche quelle “mi sono rovinato“, lasciando alla fantasia del lettore cause e motivazioni possibili. No, non possiamo e mi domando perchè e a chi giova tutto quanto sinteticamente sopra descritto e che non trova fondamento in fantasie o convinzioni soggettive, ma solo ed esclusivamente documentazione di organi istituzionali e pubblici, quindi, parte del nostro ordinamento.

Difficile sapere il perché di tutto questo, ma chi la pensa diversamente, oggi, ha l’occasione per farsi sentire e non sempre le occasioni capitano due volte.

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