“Pubblicità ingannevole”. Due semplici parole, ancora una volta. E’ con questa “semplicissima” motivazione che l’Antitrust ha condannato a una multa di 100mila euro Sdl Centrostudi, una delle società leader nell’offrire consulenza e assistenza legale nelle cause contro gli istituti di credito per anatocismo e usura bancaria.

Obiettivamente il caso segnalato con questo intervento non è direttamente attinente al settore franchising, partenariato o altra forma di rete commerciale, ma lo ritengo degno di pubblicizzazione in quanto trattasi di uno dei più famosi operatori del settore che opera attraverso un fitto network di professionisti (quindi una “rete”) e di altri operatori ubicati su tutto il territorio nazionale, vantando anche una lunga lista di collaborazione con organismi associativi e istituzionali. Quindi, un caso degno di attenzione e sicuramente di notevole importanza e rilevanza. Un caso che ha riguardato e sta riguardando la SDL Centrostudi, organizzazione che svolge attività di analisi delle anomalie finanziarie su conti correnti, strumenti finanziari e cartelle esattoriali al fine di erogare la necessaria assistenza e consulenza per ottenere il risarcimento.

Al fine di rendere sintetico questo intervento, invece di elaborarne uno proprio effettuando una sintesi articolata del provvedimento dell’Autorità di Garanzia della Concorrenza e del Mercato, riporto direttamente articoli e interventi pubblicati in altri contesti. Pertanto:

  1. ritengo che la lettura di questo comunicato stampa della SDL Centrostudi, sia propedeutica;
  2. aggiungerei la lettura del testo di una interrogazione parlamentare proprio su questo argomento;
  3. integrerei il tutto con la lettura del Provvedimento dell’AGCM;
  4. concluderei l’analisi dei documenti “ufficiali” tra le parti con la lettura del comunicato stampa di Abusbef;
  5. infine, completerei con alcuni articoli pubblicati su siti di organi di informazione:

Difficile individuare una idonea conclusione a questo intervento circa questa vicenda perchè da una parte siamo in presenza di una struttura che gode e ha goduto di molti apprezzamenti in molti ambiti e contesti anche professionali, dall’altra, abbiamo messaggi pubblicitari che giungono e sono giunti dopo moltissimi anni di attività di tale organizzazione senza che, negli anni passati, la stessa avesse la necessità di ricorrere a tali forme di comunicazione. Forse per una più profonda valutazione occorrerebbero ulteriori elementi, ma forse fermare o sanzionare l’uso dell’inganno soprattutto se e quando non necessario o opportuno, è attività migliore e più utile per i consumatori, degni di tutela…a prescindere.

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