Campagna #dilloinitaliano: #franchising ? Affiliazione commerciale…e tanto altro

Pubblicato: 27 febbraio 2015 in Franchising e sistemi a rete

Da www.nuovoeutile.it, Annamaria Testa lancia una “petizione in favore di un uso più accorto della lingua italiana da parte di chi ha ruoli e responsabilità pubbliche. Non è una battaglia di retroguardia, e non è un tema marginale. Non è neanche una battaglia contro l’inglese ma va, anzi, in favore di un reale bilinguismo. La petizione chiede all’Accademia della Crusca di farsi portavoce di questa istanza, che può aver peso e buon esito solo grazie all’appoggio di tutti noi. Perché è importante che firmiate? Perché la lingua italiana è un bene comune: ci appartiene, ha un valore grande ed è nostro compito averne cura. Se siete d’accordo potete firmare su Change.org: vi basta un minuto. E poi parlatene e fate girare il testo in rete. E dai… fatelo subito. L’hashtag è #dilloinitaliano“. Io ho firmato.

Oltre a ciò, possiamo anche avere un (seppur non completo) cospicuo elenco di come può essere facile, già solamente con le 300 parole che seguono.

Forse qualche manager che legge si sentirà “offeso” perchè, come scrive Massimo Gravellini su “La Stampa.it“, è molto più “cool” entrare in ufficio e dare “la mission di proporre uno step che esalti il brand e individui una location dove briffare i competitor

C’è una bella frase che ho colto nel corso di una “conversazione” su Facebook, una affermazione di un Professore del Politecnico di Milano (vorrei fornire la dovuta citazione con il nome, ma non ne ho autorizzazione) che così si è espresso: “La nostra lingua è infatti un patrimonio come pochi altri. È la quarta lingua più studiata al mondo (dopo altre che però hanno anche un gran numero di parlanti) e, in Europa, quella che ha la storia più antica e più ricca, nella letteratura, nella musica, nella scienza. — Insomma, se i nostri “manager” si rendessero conto del tesoro che hanno in bocca (e spero anche in zucca) la smetterebbero di dire che se non parliamo english (cioè globish) stiamo indietro. È proprio vero il contrario. La lingua italiana è come il nostro cibo: se siamo in grado di farla conoscere, tutti la vorranno conoscere meglio. Perché ha sapori sopraffini“.

Buona lettura !

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