Dopo il terzo anno di presenza al GlutenFreeExpo, trova positiva conferma la strategia di mettere in contatto il settore del “senza glutine” e il #franchising (e non solo)

Lo scorso novembre si è svolto il GlutenFreeExpo 2015 l’unica manifestazione internazionale ufficialmente certificata interamente dedicata ai prodotti e all’alimentazione senza glutine ed è stato il terzo anno da quando ho concordato con gli organizzatori (Juri Piceni e Mariapia Gandossi di S-ATTITUDE S.r.l.) di introdurre permanentemente uno stand per informazioni sul franchising e una presenza seminaristica con interventi a disposizione dei visitatori e degli espositori.

La prima domanda che giunge spontanea è “perché il franchising ad una manifestazione sull’alimentazione” ? A questa domanda ho già risposto con l’intervento “Il #Franchising al #GlutenFree Expo 2015: da tre anni l’orgoglio di una scelta “visionaria””.

E allora perché un nuovo intervento sull’argomento ? Anche in questo caso la risposta è semplice ed è dovuta al fatto che nel corso dell’evento è giunta conferma che il mercato può offrire molto alle reti e le reti possono offrire molto al mercato, certificando così la scelta di parlare di franchising a questa importante manifestazione. Infatti, è stata presentata e illustrata l’indagine “GlutenFree Outlook – Osservatorio nazionale GlutenFree sul comparto alimentare senza glutine” condotta da “GRS srl Ricerca e Strategia” svolta a ottobre 2015 su 206 aziende italiane del settore collegato al «senza glutine».

In Italia una persona su cento è celiaca, con 150.000 casi diagnosticati su 600.000, numero in crescita grazie alle diagnosi tempestive (unico elemento che fa la differenza tra “mercati attenti e in sviluppo” e “mercati silenti e stabili”. A fronte di questo, il mercato del gluten-free sta vivendo un boom di consumi: la crescita del 57% è sintomatica di una domanda che risponde alle esigenze dietetiche del consumatore celiaco, ma che spesso rispecchia anche i gusti dei consumatori non intolleranti, i quali percepiscono i prodotti gluten-free come salutistici. Di conseguenza, l’offerta si sta diversificando negli assortimenti, coinvolgendo tutti i canali distributivi: dalla tradizionale farmacia, alla Gdo, al commercio al minuto e alla ristorazione, assistita e non. I produttori alimentari tradizionali stanno entrando nel mercato con linee dedicate e assortimenti sempre più ampi che vanno anche oltre al senza glutine includendo prodotti biologici, per diabetici, ecc.. E le prospettive sembrano essere assolutamente positive, sia per le aziende, sia per i consumatori al fine della soddisfazione dei loro bisogni.

Dall’indagine estraggo alcuni dei dati contenuti, quelli che ritengo più importanti sotto il profilo prospettico e per il raggiungimento dell’obiettivo posto con questo intervento. Vediamo le domande scelte e una parte delle risposte:

  • Quanto è variato il fatturato della Vostra azienda (ultimo esercizio) rispetto a 3 anni fa?: 42% crescita dal 6 al 25% e 16% crescita dal 26 al 50%.
  • Rispetto al fatturato aziendale dell’ultimo bilancio, quale variazione vi attendete per l’esercizio in corso?: 54% crescita dal 6 al 25% e 10% crescita dal 26 al 50%.
  • Quale ipotizza essere l’andamento generale del mercato (per il vostro settore) di qui a 3 anni?: 59% crescita dal 6 al 25% e 11% crescita dal 26 al 50%.
  • Quali sono i 3 mercati più importanti per la vostra azienda?: Germania 32%, Francia 31% e Italia 25%.
  • Quanto è variato il numero di dipendenti nella Sua azienda in questo semestre?: il 42% ha aumentato il personale negli ultimi sei mesi.
  • Come prevede varierà il numero di dipendenti nei prossimi 12 mesi?: il 35% prevede un incremento di risorse umane.

Infine due dati estremamente importanti in quanto esprimono l’alta percentuale di soddisfazione riscontrata dai “negozi specializzati” e dagli “Ho.Re.Ca.”, punti di riferimento per il settore “reti commerciali”, e l’assoluta vicinanza ai consumatori rappresentata dai canali di comunicazione utilizzabili con i consumatori.

  • Quanto è soddisfatto del rapporto con i seguenti canali di vendita?

  • Quanto sono efficaci i seguenti canali per comunicare e vendere i vostri prodotti?

Lascio agli imprenditori-lettori le opportune considerazioni, sicuramente da integrare con la lettura totale dell’indagine, ma che già da questi dati offre chiaramente come le aziende che già operano nel settore siano in grado di avere una visione positiva e di crescita in un momento di crisi o, diciamo, di mancata ripresa. Ciò non può che essere e costituire un punto di riferimento del tutto positivo per la creazione e o sviluppo di una rete commerciale, per un imprenditore (vero) che si muove leggendo il mercato e non rincorrendo la moda in settori di breve durata, fenomeni alquanto ricorrenti nel settore del franchising.

Un appello a chi intendesse seguire questa strada per questo settore, la strada di costruzione di una rete commerciale, di una rete di franchising o altro di tal natura: fatelo per bene e non superficialmente, come ormai spesso avviene e come ormai si è tristemente costretti ad assistere. Questo settore ha bisogno di imprenditori seri, perchè si rivolge ad una problematica seria. Grazie.

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