E’ una bellissima sensazione conoscere rappresentanti di impresa che rivestono il nobile ruolo di “erede”. In un contesto dove la cessazione di attività o i passaggi di proprietà in mani straniere di molte imprese della tradizione e della storia italiana hanno subito una impressionante accelerazione dall’arrivo della dura crisi economico-finanziaria, trovarsi innanzi alla realtà del famoso e stimato Gruppo Falorni ti genera anche orgoglio e onore. Tutto questo è ancor più rafforzato quando la persona con la quale interloquisci esprime in forma naturale, ma decisa, tutti quei valori che oggi costituiscono una rarità: gentilezza, rispetto, ascolto, educazione, umiltà e semplicità. E si tratta solo di alcuni dei valori soggettivi che ho personalmente riscontrato in Tommaso Bencistà Falorni, Direttore Generale del Gruppo Falorni, ai quali si aggiungono professionalità, preparazione e alto senso della previsione dei mercati, valori più tipicamente imprenditoriali. Ovvio che se mixiamo i valori soggettivi e quelli imprenditoriali ciò che esprime tangibilmente Tommaso Bencistà Falorni non è patrimonio comune e, anche se ci conosciamo da poco, tutto quanto sopra descritto fa saltare immediatamente qualsiasi formalità, lasciando spazio solo alla sostanza e rendendo il colloquio estremamente piacevole e gradevole.

Il 5 ottobre 2015 IREF Italia, ha assegnato a Tommaso la terza edizione del “Premio Nazionale Valori Iref Italia”. Si tratta di un premio che l’associazione “assegna ad una persona fisica giudicata e valutata come portatrice di quei valori ai quali si ispira IREF Italia e che possono concretizzarsi nelle azioni che tale persona ha svolto in passato o sta ancora svolgendo, così come per i suoi apporti al settore delle reti di commercio indipendente organizzato e associato e, non di meno, nello stile assunto per l’attuazioni di tali azioni”.

La motivazione con la quale il premio è stato assegnato a Tommaso è la seguente:

per aver individuato, colto ed accolto un rinnovato spirito associativo, culturale, imprenditoriale, etico, deontologico, civile e morale e per aver interpretato e svolto, nel corso della sua carriera professionale, ruoli ed incarichi di primaria importanza svolgendo un’opera di apporto e di servizio, di dedizione e di solidarietà espresse con il più alto senso di responsabilità, di serietà e di professionalità. Virtù auspicabili in tutti i soggetti preposti a fare, assistere, gestire e guidare una impresa”.

Credo che questa assegnazione possa essere considerata la concreta manifestazione di riconoscenza delle qualità professionali ed umane in dotazione a Tommaso descritte in apertura.

Con Tommaso (sul mio blog le formalità tra amici non possono essere presenti, come gli ospiti a casa mia) abbiamo parlato dei programmi di sviluppo del Gruppo Falorni, un’azienda tutta italiana, con sede da sempre a Greve in Chianti, che si fregia del riconoscimento di essere una delle 150 aziende che hanno fatto la storia d’Italia e che oggi, partendo dal tradizionale e puntando sul tradizionale ha avviato un percorso per l’ingresso nel settore franchising e, nel farlo, sta dedicando molta attenzione al calibrare bene “storia e tradizione” con “nuovi mercati”, una grande sfida.

  • Tommaso, nel 2014 avete annunciato la nascita di un Grande Gruppo riunendo tutte le aziende (Antica Macelleria Falorni, Enomatic, Le Cantine di Greve in Chianti, Museo del Vino e Tenuta San Piero) che verranno progressivamente gestite in maniera coordinata e sinergica, valorizzando e promuovendo un’unica identità. Cosa vi ha spinto a questa scelta?

Abbiamo sentito la necessità di raggruppare tutte le professionalità che abbiamo (amministrative, commerciali, comunicazione e Press Office, grafica) di tutte le nostre aziende in un unico luogo, in modo che ognuna di loro possa lavorare in maniera sinergica per tutte le aziende in maniera elastica e ottimizzando così i processi. Il nuovo Headquarter è un luogo luminoso, stimolante, senza divisori tra gli uffici proprio per garantire più interazione possibile. Per noi è importante essere in “paese”, vicino alle nostre attività, in modo da poter essere sempre presenti.

  • La Macelleria Falorni è ormai famosa in tutto il mondo e per essere riusciti in questo occorre essere semplicemente bravi. Qual è stato il segreto?

Grazie Mirco, è sempre un piacere ricevere questi complimenti! Come sai la nostra storia parte dal 1806, anno di fondazione della nostra storica attività, e da ben nove generazioni produce artigianalmente salumi di altissima qualità seguendo metodi di lavorazione tradizionali ed antiche ricette, che si tramandano nei secoli di padre in figlio. Per noi il cibo è una cosa seria, è un valore che si tramanda da generazioni nella nostra famiglia, una passione innata, indissolubilmente legato con il territorio e con le nostre radici.

Ogni giorno ci impegniamo per garantire al consumatore standard qualitativi riconoscibili ed ineccepibili, tramite una sempre crescente attenzione alle varie fasi di lavorazione, e mettendo la qualità davanti a tutto, spesso ci capita di fare scelte che mettono il profitto in secondo piano; sul mangiare bene non si può risparmiare.

Il 100% delle carni suine che lavoriamo è di origine italiana e la maggior parte di esse proviene dal nostro territorio. I suini vengono per lo più allevati allo stato brado, in quanto nel momento in cui si vedono proliferare diverse forme di estremismo collegate al cibo, noi di etica e di rispetto ne facciamo un nostro fondamento.

Anche le lavorazioni sono rimaste e rimarranno artigianali: utilizziamo ancora il budello naturale, più difficile da lavorare rispetto al suo sostituto sintetico, la rilegatura dei salumi avviene manualmente e l’arte nella lavorazione delle carni viene mantenuta viva e tramandata.

La ricetta del nostro successo è la stessa dei nostri prodotti: fare le cose con passione e con semplicità considerando che molti di noi sono cresciuti a “pane e salame” e che coloro che, non producono ma preparano cibo, hanno in mano una grande opportunità, ma anche una grande responsabilità

  • In tutto questo avete posto attenzione al franchising. Senza svelare segreti aziendali, ma quali sono gli obiettivi e come intendete raggiungerli?

Sì, nel 2013 dopo l’apertura del rinnovato punto vendita di Greve in Chianti, abbiamo aperto anche a Firenze (nel centralissimo quartiere di Santa Croce). Sicuramente ci piacerebbe aprire punti di degustazione nelle principali città italiane e non solo…!  Per il momento ha iniziato a collaborare con noi una persona esperta in questo mercato che sta lavorando al progetto. Ma, come tu ci insegni, il franchising non è un progetto di 3/6 mesi, ma va sviluppato, formalizzato e reso trasferibile ad altre persone che credono nel tuo progetto ed utilizzeranno il tuo marchio per la loro attività. Non si può improvvisare e noi non vogliamo giocare con i nostri futuri franchisee.

  • Contraccambio i ringraziamenti, in effetti professionalmente insisto molto sul fattore tempo in fase di progettualità e sperimentazione di un progetto di franchising, è una parte di importanza vitale che in troppi tendono incoscientemente a ridurre. Un breve sguardo al mercato al quale fate riferimento per il franchising. Non è mio mestiere fare indagini di mercato, ma lo frequento da parecchio tempo e non mi risulterebbe in questo momento una forte concorrenza, a voi risulta?

La tua valutazione è corretta. Benchè siano molti negli ultimi anni i locali aperti dove poter mangiare, si può dire che il nostro format è unico. L’idea è quella di sviluppare e creare un format di alta qualità dove ci si serva da soli prelevando prodotto a scaffale, ma che lo si possa degustare anche al tavolo, magari abbinato ad un buon bicchiere di Chianti, rigorosamente servito tramite gli innovativi sistemi di degustazione Enomatic (azienda che fa sempre parte del Gruppo Falorni). Per chi non consuma in loco è ovviamente prevista anche la possibilità di asporto in pratiche confezioni ecosostenibili “take away”. Il menù è quello tipico del Chianti, rustico ma rivisitato in chiave contemporanea, ideato per soddisfare le esigenze di chi ha voglia di un pranzo veloce ed informale, ma anche per una merenda saporita o un aperitivo alternativo.

  • Tommaso, la tua attività non è dedicata solamente al core business del Gruppo, ma hai interessi in altri settori e stai sviluppando e facendo crescere anche altre attività. Puoi farci una breve panoramica? E ti chiedo: avremo il piacere di vederti portare anche queste attività nel settore franchising ?

Sì, accanto alle aziende della mia famiglia, porto avanti anche la mia passione per la moda. Dopo la laurea in Psicologia Clinica e di Comunità mi sono iscritto ad un corso di Graphic Design per seguire la mia innata vocazione artistica.

Nel 2009 lancio il marchio di abbigliamento TOXIC.TOY al Pitti Uomo e al White Show di Milano dove vinco come Best New Designer e creo una serie di progetti di beneficenza sotto il nome di ECCELLENZE TOSCANE in stretta collaborazione con il celebre store Luisa Via Roma e nomi blasonati dell’arte, musica, teatro, moda e enogastronomia trai quali, per citarne uno, ASIA ARGENTO.

Nel 2012 lancio al Pitti Uomo il Marchio FRIDA FIRENZE, una collezione di guinzagli e collari di lusso per cani distribuita sia all’interno del Circuito fashion ché Pet vantando clienti quali Neiman Marcus.

Inoltre, proprio ultimamente ho disegnato la collezione uomo/donna PLAYBOY per i mercati Italia/Spagna/Turchia. Contemporaneamente animo le notti Fiorentine organizzando feste e svolgendo servizi PR per brand noti quali ad esempio MOSCHINO e TOILET PAPER.  

E’ ovvio che le domande da fare a Tommaso sarebbero state molte altre, ma tempo e spazio impediscono di approfondire aspetti di elevato interesse. Ringraziare Tommaso per questa intervista è il minimo, ma soprattutto, non è sufficiente. E’ necessario ringraziare Tommaso perché dalle sue parole è stato possibile sentire e quasi toccare con mano tutte quelle sensazioni estremamente positive e rilassanti che si riesce a gustare in uno dei tipici paesi o borghi italiani ancora pieni di “vera vita e vere buone tradizioni” e apprendendo quanta passione questa rispettabile imprenditoria italiana mette ancora e, soprattutto, tramanda nello svolgimento del lavoro.

Qui non siamo più nella semplice area del “made in Italy” o nell’ “italian style”, qui siamo nell’area “proud to be italian”, concetto assolutamente e completamente diverso, più complesso e molto più articolato e Tommaso lo dimostra non solo attraverso l’attività e le iniziative intraprese dal suo prestigioso Gruppo, ma anche fornendo le sue conoscenze, la sua fantasia, il suo estro e la sua preparazione in contesti dove “made in Italy” e “proud to be italian” si intrecciano, anzi, si fondono.

A questo punto, tornando al tema franchising, non ci resta che attendere che il Gruppo Falorni continui a sperimentare la propria formula commerciale e ci consenta di assaporare le proprie prelibatezze…data la serietà imprenditoriale che il Gruppo ha manifestato nel corso della sua storia, sono sicuro che tale progetto troverà presto un grande successo nazionale e internazionale.

Grazie Tommaso

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