Arrestato in Spagna il gruppo dirigente della Vitaldent, colosso delle cliniche dentali in franchising. Frode, riciclaggio e reati fiscali le accuse.

Come ormai ben noto e consolidato, obiettivo di questo mio blog è quello di fornire contributi per la conoscenza del settore delle reti commerciali, non solo franchising, e farlo in forma tecnica e con un ampio raggio di azione.

Indubbiamente, fatti di cronaca si pongono a lato di questa metodologia di analisi in quanto, in un modo o in un altro, negativamente o positivamente, contribuiscono comunque alla conoscenza del settore, portano informazioni e non raramente molto preziose.

In ottobre del 2015 ho pubblicato un articolo in due parti, “Franchising & Mafia”, prima parte e seconda parte. Un intervento molto “discusso” e che alcune testate non hanno neanche voluto pubblicare, qualcuno sostenendo che “non c’era la notizia”, ma la risposta è ovviamente data dalla assoluta non conoscenza del settore e, come spesso accade in questi casi, anche da parte di coloro che si ritengono “bravi”, la fuga dall’incognito è la prima reazione.

Bene, a parte il fatto che la notizia era ed è ben presente nel mio intervento di ottobre (le ricerche Eurispes citate sono già una grossa notizia), oggi, tale intervento si arricchisce di una notizia di cronaca che trancia di netto qualsiasi dubbio.

Rimandando alla lettura integrale dei due interventi, in quello pubblicato nella seconda parte si richiama il settore “odontoiatria” (notizia del 2014) e, più esattamente, “Questa ricerca costituisce la vera novità. Infatti, il dato sintetico che ne emerge è impressionante: “Negli ultimi tempi il mercato del franchising odontoiatrico ha attirato anche l’attenzione della criminalità organizzata”, nello specifico ‘ndrangheta, e “Al Nord il 30% degli studi odontoiatrici in franchising sono in mano alla ‘ngrandeta” (da “Odontoiatria33”). (…) Il meccanismo scelto dalla criminalità è semplice e simile a quello già utilizzato per riciclare il “denaro sporco” in altre attività (sopra accennato): “Creano la struttura odontoiatrica, la intestano ad un amministratore compiacente e poi la affiliano ad uno dei tanti marchi noti presenti sul territorio nazionale per dare una immagine conosciuta alla struttura”, dice il Presidente Eurispes.”

E nel mentre da secoli ormai, noi dibattiamo sulla “nostra mafia”, sulla “mafia di cosa nostra” e nel mentre, seppur meno grave e più recentemente, apprendiamo, memorizziamo e apprezziamo immagini sempre più patinate e luccicose del franchising che si delinea e continua a autoreferenziarsi sempre più come il settore dei “non problemi” (tutte sane e belle aziende, legge perfetta, fiere solo professionali, operatori deontologicamente ed eticamente perfetti, crescita, guadagni, pochi investimenti, posti di lavoro, ecc., ecc., ecc., il discorso è molto ampio e questo blog tratta molti argomenti di tale natura), da oltre i nostri confini giunge una notizia alquanto “impattante”.

Come diffuso da molte agenzie di stampa e pubblicato su siti e carta stampata (impossibile citare tutti, ma diamolo per fatto) dalla Spagna si apprende che il 16 febbraio 2016 “la Policia Nacional ha arrestato a Madrid il proprietario del marchio Vitaldent Ernesto Colman, il Vice Presidente del Gruppo, Bartolomé Conde, ed altre 11 persone.

Secondo l’agenzia Europa Press, l’arresto è stato necessario in quanto Colman “sarebbe sfuggito lasciando le cliniche al loro destino”.

L’indagine, informa il quotidiano El Mundo, sarebbe nata due anni fa quando la compagna di Colman fu fermata alla frontiera Svizzera con un grosso quantitativo di denaro in contanti. Indagine che sarebbe poi proseguita dopo la denuncia di alcuni imprenditori che avevano aperto strutture con il marchio Vitaldent e che si erano visti chiedere il 10% del costo dell’operazione in nero.

Sempre secondo la stampa spagnola sarebbe di oltre 10 milioni di euro il denaro sottratto al fisco che il proprietario di Vitaldent avrebbe trasferito all’estero, in Svizzera e Lussemburgo, o “ripulito” attraverso l’acquisto di immobili e cavalli da corsa.

Tra gli arrestati anche Vicente Samper, direttore commerciale dal 2005 fino a poche settimane fa, responsabile dell’espansione della Vitaldent sia in Spagna che in Portogallo, Italia e Stati Uniti. Ed è verso questi paesi che la magistratura potrebbe ora indirizzare le proprie indagini.

Secondo la stampa spagnola sono oltre 450 le cliniche Vitaldent attive in Spagna, Italia, Portogallo e Polonia di cui circa 200 di proprietà mentre le altre sono in franchising.

Magistratura spagnola che, attraverso un comunicato stampa, ha assicurato che le cliniche Vitaldent non saranno poste sotto sequestro e potranno continuare la propria attività in quanto saranno affidate agli stessi affiliati per la gestione, in modo da non creare problemi ai pazienti.

Questa operazione, ricorda sempre il quotidiano El Mundo, arriva dopo quella del 29 gennaio scorso che ha portato all’arresto per frode di un altro imprenditore del settore delle cliniche dentali, Christopher Lee titolare del marchio Funnydent, dopo la chiusura “improvvisa” di 9 centri odontoiatrici a Madrid e in Catalogna”.

Ma come si lega questa notizia con il mio intervento “Franchising & Mafia” ? Forse solo un filo interdentale ?

Direi che da parte mia è doveroso dire “nessun legame” e doveroso dire “tutti innocenti fino all’ultimo grado di giudizio”, ma non posso evitare di citare (almeno questo credo sia consentito) gli elementi in comune tra il mio articolo e la notizia:

Detto questo, considerato che l’Italia potrebbe anche essere interessata dalla vicenda verificatasi in Spagna in quanto “Tra gli arrestati anche Vicente Samper, direttore commerciale dal 2005 fino a poche settimane fa, responsabile dell’espansione della Vitaldent sia in Spagna che in Portogallo, Italia e Stati Uniti. Ed è verso questi paesi che la magistratura potrebbe ora indirizzare le proprie indagini”, non escluderei a priori che la vicenda possa essere “attratta” da quanto già in corso e, giusto per fornire un aggiornamento, riporto integralmente l’iniziativa della Commissione Nazionale Albo Odontoiatri il cui Presidente ha inviato una lettera al Presidente della Commissione Antimafia On. Rosy Bindi per chiedere audizione ed esporre il parere della Commissione sul problema:

Quale Presidente della Commissione Nazionale Albo Odontoiatri della FNOMCeO – scrive il Presidente CAO Giuseppe Renzo – sono a chiedere formalmente un’audizione davanti alla Commissione da Lei presieduta sulle tematiche dell’esercizio abusivo della professione odontoiatrica e sulle ipotesi di riforma dell’art. 348 c.p. che attualmente sanziona in modo non certamente dissuasivo l’esercizio abusivo stesso. In particolare chiedo di essere ascoltato sul problema del presunto riciclaggio di denaro “sporco” attraverso il mercato del franchising odontoiatrico come risulta anche dal recente rapporto Eurispes “Odontoiatria e sistemi regionali a confronto” del settembre 2014. Si può leggere, infatti, che il Comando Carabinieri per la tutela della Salute AS ha verificato che affiliati alla ”ndrangheta” stanno investendo in tale campo al fine di riciclare denaro “sporco”. Si teme, infatti, “una nuova attenzione della criminalità organizzata su un settore che viene considerato particolarmente attraente e possibile fonte di nuovi investimenti e nuovi guadagni“.

E’ proprio il caso di dire “speriamo che chi ama veramente il franchising non stia più a bocca chiusa” e soprattutto è il caso di invitare i molti operatori seri a intraprendere la strada di una maggiore trasparenza anche con l’adozione di nuove regole, contrastate da molte “tradizionali” organizzazioni…chissà perchè.

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