Il Tar del Lazio “assolve” Mail Boxes Etc dalle accuse di pubblicità ingannevole da parte dell’AGCM e la motivazione merita particolare attenzione 

L’unico pericolo sociale è l’ignoranza” (Victor Hugo, I miserabili, 1862). Si, sembra proprio così, l’ignoranza è pericolosa, meglio non averci a che fare. Di cosa parliamo ? Vediamo.

Nel marzo 2013 ho pubblicato un intervento dal titolo “”Non è ingannato se non chi si fida”: AGCM mette sotto i riflettori il caso “Mail Boxes Etc.”” che riprendeva e descriveva i contenuti del Provvedimento dell’AGCM. Su tutto quanto, però, da parte del sottoscritto ci fu una particolare attenzione nel segnalare che l’importanza del procedimento, a parere del sottoscritto, risiedeva nel fatto che in tale Provvedimento l’AGCM, punto importantissimo, paragonava esplicitamente l’affiliato imprenditore al consumatore elevando il grado di tutela.

Detto questo, che per il sottoscritto rimane un principio estremamente importante, ritengo doveroso e corretto procedere ad una analisi di quanto sostenuto dal Tar per il respingimento del Provvedimento AGCM a favore di Mail Boxes Etc. e da questa impugnato.

Rinviando i dettagli “di cronaca” sul Provvedimento dell’AGCM al mio intervento del 2013 e i dettagli della Sentenza del Tar del Lazio alla copia della stessa Sentenza, quello che a me ha particolarmente colpito nel motivare l’annullamento è quanto segue:

“…circa la necessità di garantire un’adeguata e compliuta informazione del consumatore nell’ambito della medesima attività pubblicitaria e circa la necessità di garantire una chiara comprensibilità del messaggio pubblicitario da parte dei ogni utente, indipendentemente dalle sua eventuali qualifiche tecniche, culturali o professionali e, quindi, anche qualora sia un imprenditore, il Collegio osserva che, preliminarmente rispetto alle predette considerazioni, occorre verificare se, nella fattispecie considerata, il messaggio sia realmente ingannevole, oppure se, al contrario, ad un corretto e non suggestivo utilizzo dei termini della lingua italiana nel significato loro proprio abbiano fatto riscontro difficoltà di lettura, di interpretazione o di valutazione estranee alla responsabilità del professionista e legate, invece, ai sempre più spesso denunciati fenomeni di “carenze scolastiche” e di “analfabetismo di ritorno” della nostra società, oppure a credenze, pregiudizi o false aspettative diffuse nella platea dei destinatari, quali potrebbero essere, nella fattispecie considerata, le frequenti generalizzazioni tendenti al populismo circa la possibilità di chiunque di superare la gravissima crisi occupazionale in atto e la progressiva instabilità del lavoro “inventandosi” imprenditore e circa la possibilità di qualsiasi “micro-impresa”, magari a conduzione familiare, di competere facilmente in un mercato che richiede, invece, professionalità manageriali e sofisticate strategie organizzative e di penetrazione commerciale.

18 – E’ dunque in questo quadro, a giudizio del Collegio, che assumono rilievo le deduzioni di parte ricorrente contenute nel primo motivo di ricorso, secondo le quali i messaggi pubblicitari considerati non conterrebbero alcun elemento di ingannevolezza, in quanto la necessità di svolgere attività di “farming” rappresenterebbe un’informazione talmente “ovvia” da non rendere necessaria neppure una sua espressa indicazione ed in quanto la convenienza dell’attività in franchising promossa non sarebbe venuta meno per i costi dovuti al servizio di trasporto, comunque, pacificamente spettanti all’affiliato in caso di non esternalizzazione”.

La Sentenza continua nel precisare che i dati di fatturato pubblicizzati dalla rete erano corretti e nel descrivere come l’impostazione della rete stessa, per i servizi da erogare, fosse correttamente esposta e anche economicamente profittevole o, comunque, non eccessivamente gravante sugli affiliati.

21 – Dunque, nessuna delle due pretese omissioni risulta in alcun modo rilevante, alla stregua dei richiamati criteri di ragionevolezza, adeguatezza e proporzionalità, ai fini della scelta dell’aspirante imprenditore in franchising, considerato che l’art.2082 c.c. stabilisce testualmente che è imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi, conseguendone la libertà delle scelte imprenditoriali ed il conseguente rischio di impresa e che le due pretese omissioni potevano comunque incidere non sulla valutazione di redditività dell’affiliazione, bensì sull’aspettativa -del tutto pacifica per chi voglia intraprendere una tale attività economica a proprio rischio e pericolo- di dover conseguentemente organizzare imprenditorialmente la futura attività economica, anche svolgendo attività di marketing ed anche valutando e scegliendo il corriere più conveniente per il trasporto.

22 – Ne consegue, del tutto indipendentemente dalla natura dei destinatari della pubblicità in esame (consumatori, ovvero imprenditori, ovvero piccoli imprenditori ed anche ditte individuali e familiari…), la oggettiva non ingannevolezza dei messaggi pubblicitari invece sanzionati, in quanto veritieri quanto ai dati riportati, ed in quanto ininfluenti relativamente alle contestate omissioni, comunque non idonee, alla stregua di un criterio di ragionevolezza, adeguatezza e proporzionalità, ad incidere sulle decisioni di aspiranti futuri imprenditori in franchising”.

Risultato: annullamento totale dell’intero provvedimento sanzionatorio irrogato da AGCM.

Che dire ? Il rispetto per la giustizia è il primo dovere di un professionista tecnico-giuridico come il sottoscritto e credo che chiudere l’intervento con

Certe volte basta essere ignorante per non essere ingannato da un uomo intelligente” (François de La Rochefoucauld, Massime, 1678)

sia il miglior finale.

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commenti
  1. Asso Franchisee ha detto:

    Graziano Fiorelli di Mail Boxes dal 2002 al 2015 è stato Presidente di Assofranchising. Dal 2014 al 2015 è stato Vicepresidente di Confcommercio e componente della Giunta Federale. Dal 2016 è Presidente Onorario di Assofranchising.
    Sarà che un qualche spintina da ConfCommercio abbia sistemato la condanna dell’AGCM?
    http://www.assofranchising.it/it/chi-siamo/organigramma/39-graziano-fiorelli.html

    • Mirco Comparini ha detto:

      Buonasera, l’auspicio che gli organi giudicanti siano estranei a queste eventuali metodologie è assolutamente doveroso e, nel caso del sottoscritto, lo è ancor di più per la professione svolta che impone il rispetto delle decisioni di tali organismi. Grazie dell’intervento.

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