In questo intervento ospito volentieri un testimone, una persona che realmente ha vissuto una vicenda che ho avuto modo di riportare nel blog e in interventi su AZ Franchising. Nello specifico, l’argomento è “Il caso Ecostore“. Era il 2014 negli interventi “#Pubblicità ingannevole e #franchising: ancora ! Il caso Eco Store (Parte I)” e “#Pubblicità ingannevole e #franchising: ancora ! Il caso Eco Store (Parte II)” dettagliavo il caso che, tra l’altro, ho sempre modo di citare nel corso dei miei seminari e convegni, data l’importanza di quanto esprime. Una importanza che corrisponde anche a una soddisfazione personale e professionale, considerato che sono stato tra i primi a portare “giornalisticamente” in evidenza l’importanza dei provvedimenti AGCM in tema di franchising, e anche una soddisfazione per il costante e continuo, seppur fortemente e alacremente contrastato, messaggio “politico” che IREF Italia, l’associazione del settore da me presieduta, sin dalla sua costituzione divulga a beneficio dell’intero settore.

Detto questo “lascio la parola” al Dott. Gennaro Lanza (lo ringrazio pubblicamente per il suo prezioso contributo) il quale su Pulse di LinkedIn racconta quanto segue e, da parte mia, il riporto è integrale. Buona lettura e buona cultura.

La mia esperienza in Franchising Eco Store” di Gennaro Lanza

E’ il mio primo articolo su Linkedin, ed ho deciso di scriverlo proprio riguardo la mia lunga esperienza in franchising con le catene Eco Store e Mail Boxes.

L’obiettivo di questo mio primo articolo è duplice: da una parte incentivare chi vuole fare impresa, dall’altro farlo con rigore di logica e non credere che il franchising sia la soluzione a qualsiasi tipo di rischio d’impresa. Dedicherò questo primo articolo alla mia esperienza in Eco Store.

Mi sono avvicinato al tema franchising nel 2005, dopo aver letto per anni la rivista Millionaire (che comprai per la prima volta nel 2001, avevo da poco compiuto 18 anni). Mi decisi quindi di fare questo passo con un caro amico in un settore allora poco conosciuto, quello delle cartucce per stampanti rigenerate. Contattammo le due uniche catene e ci convincemmo della bontà del progetto della Eco Store.

In prima persona, non avendo esperienza imprenditoriale, decisi di affiliarmi a chi aveva più esperienza di me, chi mi garantiva un business “sicuro e testato”, il cui rientro dell’investimento (a parole) era garantito in pochi anni, oltre ad un buon stipendio imprenditoriale annuale.

Apri insieme al mio ex socio il primo punto vendita nel marzo 2006 e da li ne aprimmo un’altro nel maggio 2007 (ceduto poi all’ex socio dopo la scissione nel 2009), seguirono altre 2 aperture nel 2009 e nel 2010. In totale ben 4 negozi aperti in meno di 4 anni, una mole di investimenti tra startup punti vendita, pubblicità e lavoro personale (non retribuito) superiore ai 250k.

Dopo le svariate aperture e lavoro senza sosta, iniziai a dubitare in merito alla fattibilità di questo business campato in aria e senza alcun fondamento sui numeri e sulla garanzia del rientro dell’investimento (ero alla mia prima esperienza imprenditoriale e la iniziai quando avevo solo 22 anni), Mi feci quindi coinvolgere in una spirale di investimenti senza sosta, fino a quando iniziai a rendermi conto che mi ero avventurato in un tunnel senza uscita, dove ogni mese chi guadagnava SICURO era il franchisor che si garantiva ben 15-18k di fatturato mensile, mentre chi perdeva (ogni mese) soldi era il sottoscritto.

Dopo una lunga battaglia tra le parti e di minacce di espulsione (se non avessi smesso di lamentarmi di tale problema con altri affiliati anche loro nella mia medesima condizione), decisi di depositare presso l’AGCM un pò di documenti inerenti l’affiliazione e dopo un anno e mezzo analisi di istruttoria, il franchisor Eco Store nel giugno 2014 è stato multato per 150k (leggi qui per maggiori info la delibera AGCM). A questo link è riassunta la delibera da parte di un noto studio legale di Milano: http://www.consulenzalegalefranchisor.it/agcm-sul-caso-ecostore-no-informazioni-errate/

Subito dopo la condanna da parte dell’AGCM è seguita una richiesta di risarcimento depositata al tribunale di Milano per 260k, , la causa è tutt’ora aperta e si prevede la chiusura non prima della fine del 2017. Abbiamo chiesto (e siamo in attesa di news da parte del giudice A. M. Borrelli), la nomina di un CTU che possa oggettivamente calcolare le perdite economiche a seguito dell’affiliazione.

E’ facile fare impresa con i soldi degli affiliati, perchè in questo caso ad investire sono gli affiliati, poi se il business va bene, il franchisor ci guadagna, se va male, il franchisor ci avrà comunque guadagnato per il periodo iniziale mentre chi perdere soldi è l’affiliato!

A seguito della mia esperienza do alcuni consigli per chi vuole avviare un’impresa in franchising:

  1. Non credete che ogni catena in franchising sia oro.
  2. La loro esperienza non vuol dire GARANZIA o CERTEZZA del business, il rischio è dietro l’angolo.
  3. Prima di affiliarvi fatevi consegnare TUTTI i contratti, il listino prezzi dei prodotti venduti (così da valutare i prezzi di vendita sul mercato), ma anche un business plan nel quale loro vi analizzano il rientro dell’investimento come “impegno vincolante”.
  4. Non avete paura di reclamare i vostri diritti con il franchisor, avete avuto fiducia di loro ed investito i vostri soldi nel loro brand e loro devono quindi considerarsi responsabili.
  5. Parlate con più affiliati possibili per farvi un’idea oggettiva del business e fatevi consegnare da loro bilanci che dimostrino la solidità del business.

Detto ciò, non avete paura di fare gli imprenditori e gli startupper, fare impresa è la cosa più bella che esiste… ma se dovete buttare soldi dalla finestra, allora è meglio che li tenete sotto al cuscino!

Un pò come quando sei ignorante in ambito di investimenti e, siccome ti fidi della tua banca, investi i tuoi risparmi in azioni ed obbligazioni, per poi ritrovarti con un pugno di mosche in mano ed una pacca sulla spalla ed un “lo sapevi che potevi perdere tutto, non te l’avevamo detto all’inizio?” Ma oramai è troppo tardi!

Ringrazio pubblicamente Mirco Comparini di IREF ITALIA che ha attentamente seguito la vicenda nel suo blog personale con questi due articoli:

https://mircocomparini.wordpress.com/2014/12/13/pubblicita-ingannevole-e-franchising-ancora-il-caso-eco-store-parte-i/

https://mircocomparini.wordpress.com/2014/12/19/pubblicita-ingannevole-e-franchising-ancora-il-caso-eco-store-parte-ii/

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commenti
  1. […] nel 2016, quando apprendi di provvedimenti di Tribunali, li incroci con quelli dell’AGCM e pubblichi “#Franchising: ospitare un testimone è un privilegio (anche per chi legge); […]

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