Per il Tribunale di Milano, l’affiliante ha l’obbligo di creare la rete in modo “razionale” e senza evidenti sovrapposizioni tra affiliati

Premessa

La controversia in trattazione (protagonista un marchio internazionale e ben conosciuto) è piuttosto semplice e, del resto, piuttosto semplice e fondata su fatti pacifici e provati documentalmente è la materia del contendere.

Premetto che è per me grande soddisfazione rilevare che, progressivamente, ciò che da anni esprimo ai miei clienti, alla fine trova certificazione in provvedimenti di questa natura (come fu con il caso della storica sentenza di Ferrara in tema di assenza di know how). Chi ha avuto modo di trattare il tema in termini professionali o di dottrina) con il sottoscritto può benissimo identificare quanto da me asserito nel corso di tali trattazioni.

L’azione è stata originariamente intrapresa da un affiliato che contestava all’affiliante di aver stipulato un contratto con altro soggetto per la apertura di un altro punto vendita monomarca, di dimensioni superiori, nelle adiacenze del negozio gestito dallo stesso affilato. Per questo motivo chiedeva la risoluzione del contratto per inadempimento. L’affiliante contestava tale richiesta in considerazione che il contratto non prevedeva alcuna esclusiva di zona.

Il punto della contesa era dunque se in assenza di esplicita delimitazione di esclusiva territoriale, l’affiliante nel franchising sia o meno libero di aprire punti vendita con altri affiliati in zone a suo piacere, anche in prossimità a precedenti affiliati.

La norma

La norma (L.129/2004) richiama la zona/territorio in due parti del testo:

  • all’articolo 1, comma 1, “…inserendo l’affiliato in un sistema costituito da una pluralità di affiliati distribuiti sul territorio…”;
  • all’articolo 3, comma 4 (“Il contratto deve inoltre espressamente indicare:”), lettera c), “l’ambito di eventuale esclusiva territoriale sia in relazione ad altri affiliati, sia in relazione a canali ed unità di vendita direttamente gestiti dall’affiliante”).

I presupposti per la sentenza

Il presupposto, troppo spesso dimenticato, è che il franchising o affiliazione commerciale ha natura di contratto – almeno parzialmente – a comunità di scopo, nel senso che pur essendovi una corrispettività delle prestazioni, la caratteristica tipica di tale contratto è quella di regolare una attività commerciale, quella dell’affiliante, con partecipazione dell’affiliato. A ciò si deve aggiungere la funzione di scambio tipica del rapporto contrattuale, il pagamento di royalties o corrispettivi, la prestazione di servizi, ma presupposto di questo è la collaborazione per una attività commerciale, dagli utili della quale derivano gli utili tanto dell’affiliato, che dell’affiliante.

L’affiliato imputa all’affiliante un inadempimento ex articolo 1176 c.c., ovvero un comportamento di malafede che non è direttamente contrastante, né con la legge 129 del 2004 (art.3, c.4, lett.c)), né con il contratto di franchising che, nel caso specifico, non prevedeva alcuna esclusiva.

Tuttavia, il Tribunale evidenzia come altro sia l’inadempimento per diretto contrasto con il contratto o con la legge e altro sia l’inadempimento dell’obbligo di buona fede.

Importantissimo è quanto il Tribunale esprime al riguardo e che spesso non viene accettato dai franchisor che ritengono di poter agire in totale e piena libertà con un concetto semplicistico: “basta scriverlo sul contratto”. Il fatto è che è facilissimo incontrare professionisti che non contrastino questo ragionamento e “accontentino i clienti” prestandosi a strumento di attuazione di tale concetto.

Infatti, dice il Tribunale, non si può negare che la L.129/2004, indipendentemente da quanto previsto dall’art.3, abbia come scopo anche la distribuzione territoriale dell’attività economica. Ciò è dato dal contenuto dell’articolo 1, sopra riportato.

La corretta prassi per il franchisor

Secondo il Tribunale, costituisce corretta prassi commerciale del franchisor quella di studiare la rete di distribuzione in modo accorto perché non abbia punti vendita troppo vicini che si facciano concorrenza da sé e perché non lasci scoperte zone in cui possa esservi domanda delle merci offerte.

Al contrario, una scorretta distribuzione territoriale, specie se intenzionalmente scorretta, è equiparabile ad un cattivo adempimento proprio perchè l’affiliante ha onere di curare l’organizzazione complessiva della rete, anche in senso commerciale e questo è ancor più dovuto nei casi in cui alla rete partecipino altri soggetti – gli affiliati – legati da contratto, che possono essere i soli a sopportare e subire eventuali danni di questa errata prassi.

Per questi motivi, evidenzia il Tribunale, la L.129/2004 prevede proprio che l’affiliante fornisca idonea informazione all’affiliato circa le ubicazioni degli affiliati presenti nella rete (articolo 4, comma i, lettere d), lista degli affiliati, e e), variazione e ubicazione degli affiliati) determinando rilevanza per l’affiliato la conoscenza dello sviluppo territoriale.

Le conclusioni

Quindi, se da un lato l’esclusiva in relazione alla zona attribuita all’affiliato non costituisce elemento necessario del contratto di franchising, non per questo può essere lasciato all’arbitrio dell’affiliante stabilire una strategia di ubicazione dei punti vendita che comprometta gli interessi dell’affiliato, considerata la comunità di scopo del contratto (la migliore riuscita dell’attività commerciale di entrambi, al di là delle royalties e dei contributi versati).

Il Tribunale ha considerato, inoltre, una aggravante al comportamento scorretto di aprire un negozio troppo vicino – ed anche di dimensioni maggiori – a quello preesistente, il fatto che il contratto prevedeva anche l’esclusiva di prodotto (monomarca) per cui l’affiliato non poteva nemmeno “difendersi” ampliando l’offerta.

E’, infatti, contrastante stabilire, anche contrattualmente, che un affiliato (rivenditore autorizzato) non possa svolgere attività in concorrenza con l’affiliante e non possa rivolgersi ad altri fornitori, mentre l’affiliante sarebbe libero di libero di fargli concorrenza.

Come rilevato, vi è sostanziale differenza fra l’attribuire una zona in esclusiva e aprire punti vendita in concorrenza: nel primo caso sarebbe stato il contratto a stabilire la zona e quindi la distanza cui poter aprire un altro negozio, nel secondo caso questa distanza non è stabilita, ma l’obbligo di buona fede impone che non vi possa essere sensibile riflesso dell’apertura di un nuovo negozio sull’attività dei preesistenti.

In sintesi: la determinazione della zona di esclusiva è garanzia per l’affiliato, ma anche per l’affiliante, vale a delimitare la zona oltre la quale nulla gli verrebbe addebitato per la concessione di altri punti vendita.

Nel caso in esame si trattava di alcune decine di metri. Ovvio, quindi, che era inevitabile che una parte della clientela dell’affiliato venisse “stornata” sul nuovo punto vendita. Infatti, è ben noto come collocarsi nei pressi di rivendite altrui costituisca una regola di chi voglia fare concorrenza, ma fare concorrenza al proprio affiliato è contrario alla buona fede, specie in assenza di una delimitazione dell’ambito territoriale che renda chiaro all’affiliato cosa può attendersi.

Il Tribunale considera tale prassi un inadempimento rilevante in quanto invide su quella parte della causa tipica del contratto che è la corretta gestione di una attività economica, pertanto: è legittima la richiesta e la concessione dell’annullamento del contratto.

Considerazioni

Si tratta di un provvedimento estremamente importante e che dovrà modificare molti comportamenti di franchisor avvezzi ad aperture indiscriminate di punti vendita pronti a difendersi dietro ad una “semplice” previsione contrattuale che non preveda una esclusiva territoriale a favore dell’affiliato.

Quello che ancora non sembra maturare è il semplice e sempre efficace buon senso comportamentale, spesso molto più utile per regolamentare rapporti contrattuali e per vedere attuata in concreto la buona fede contrattuale superando o migliorando anche i disposti normativi….sarebbe una grande conquista per l’imprenditoria e per la civiltà

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...