– § – ORIENTARSI NELLA GIUNGLA DI CONSULENZE E FRANCHISING (in Senza Filtro) – § – 

Il mondo delle consulenze al franchising riserva diverse trappole per gli imprenditori che vi si accostano. Ecco le più diffuse e i modi per aggirarle.

Un’analisi del mondo di consulenze e franchising costituisce una vera e propria rarità. Dunque, vediamo alcune caratteristiche di questo mondo.

Il progetto “da progettare”
Presupposto: un progetto di franchising richiede un’attività specialistica e con un’elevata preparazione economico-giuridica. È la prima verifica da fare per chi deve usufruire di un consulente al franchising, attività realizzata con i criteri applicabili dalle e alle professioni ordinistiche.

Adottando un esempio, è paragonabile all’attività professionale di un ingegnere che predispone un progetto per una casa e lo segue, lo coordina e vi apporta modifiche, circondato da tutte le professionalità (e artigianalità) specialistiche tipiche di ogni settore edilizio. Tale attività, inoltre, deve essere svolta in collaborazione con il soggetto “proprietario” del progetto.

Non di meno, per svolgere questa attività un consulente al franchising ha anche la necessità di conoscere argomenti quali marketing, advertising, strategia e sviluppo, immagine, e diversi altri. Lo scopo è coordinarli e monitorarli, adattarli e modellarli al progetto, non eseguirli. Infatti, non di rado, per tali motivi nel settore è possibile individuare sistemi di franchising molto deboli sotto l’aspetto contrattuale, carenti nel rispetto della normativa, privi di codifica del know how, non sperimentati, carenti nell’impostazione documentale.

Come detto, il consulente al franchising deve avvalersi anche di organizzazioni, società, altri consulenti e collaboratori esterni e/o interni all’azienda franchisor. Assolutamente preferibile è usufruire delle medesime professionalità già utilizzate dalla stessa azienda, in quanto ciò costituisce un vantaggio per l’impresa e per l’intero progetto: tali professionalità hanno già una conoscenza dell’azienda oggetto di progettazione (sia in termini di struttura, sia in termini di filosofia e politica aziendale), godono già della fiducia dell’imprenditore, e l’imprenditore a sua volta ne conosce già le caratteristiche e le capacità professionali e operative.

È un equilibrio delicato e, allo stesso tempo, strategico; occorre far di tutto per mantenerlo. Su tutto questo, però, un elemento importantissimo: tutto inizia e tutto prosegue sempre e solo con la collaborazione dell’imprenditore, di colui che ha la totalità dell’azienda nella sua mente. Sembra scontato, ma nella pratica non lo è assolutamente, anzi. È infatti frequente che il consulente al franchising dichiari con una serenità talvolta disarmante, ma purtroppo in molti casi convincente, di poter addirittura predisporre lui stesso il manuale operativo – cioè ciò che è nella mente e nelle capacità dell’imprenditore franchisor: il suo know how, le sue conoscenze, le sue esperienze. In questi casi, è chiaro, ci troviamo nella sfera del paranormale.

In questo contesto si inseriscono poi coloro che, pur senza specializzazione, non palesano di non essere preparati sull’argomento; un caso clinico, più che professionale.

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  • Lo sviluppo “da sviluppare”
  • La condivisione “da condividere”
  • La tariffa “da tariffare”
  • Il preventivo “da preventivare”

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