– § – FRANCHISING & COVID-19, ALMENO 7 COSE DA FARE PER UNA RIPRESA – § –

Il Covid-19 ha messo, sta mettendo e metterà a dura prova qualsiasi concetto, modello, sistema di impresa, in qualsiasi settore: una crisi senza precedenti. Cosa fare nel franchising?

Ho già avuto modo di scrivere un intervento in tre parti sulla testata Fiscal Focus dal titolo “Franchising e coronavirus: gestione, ripresa e ricostruzione – Considerazioni sull’impatto operativo ed economico sui sistemi di franchising nel periodo di emergenza sanitaria”.
E’ possibile scaricare a questi link la prima parte, la seconda parte e la terza parte integrate da una quarta parte che trovate anche nel blog).

Questa crisi, forse ancor più decisamente mettendo in evidenza i “fondamentali” che stanno alla base delle molte positività di una rete, sia essa di franchising, di partenariato commerciale, ecc..

Nello specifico posso citare l’elasticità e l’adattabilità in forma omogenea e diffusa, la possibilità di una formazione collettiva e reciprocamente sostenibile, con apporti da più “menti”, il coinvolgimento degli affiliati, una panoramica territoriale, ecc., ecc..

Ma oltre ai classici fondamenti tipici dei sistemi di franchising e dei sistemi a rete in generale e oltre a quanto già riportato negli interventi sopra richiamati, quali possono essere i passaggi utili ad una ripresa efficace? Provo a citarne alcuni.

1. On line e tecnologia
Questa crisi ha agevolato tutto ciò che era ed è in rete. Un elevato rischio per i piccoli ed isolati operatori del commercio. Sicuramente si tratta di un impulso sul quale una rete deve individuare il giusto equilibrio tra “fisico” e “virtuale”, anche perché il consumatore risulta anche culturalmente disponibile ad operare con tali modalità e questo determina un grande passo per la “lead generation”.
Questo tema è legato anche a necessità organizzative date dall’applicazione del distanziamento sociale, dagli obblighi di prenotazione, da un ripensamento generale dell’accoglienza, delle prenotazioni, ecc.. Un ripensamento della standardizzazione operativa dell’intera rete potrebbe essere radicalmente rivisto.

2. Supporti economico-finanziari
Una crisi contestuale dell’offerta e della domanda, genera un blocco assoluto dei flussi finanziari. Le reti “serie” hanno supportato molto gli affiliati per ridurre al massimo l’impatto della chiusura totale, ma per la ripresa servirà ancora molto. Gli strumenti finanziari messi a disposizione dello Stato, salvo aggiornamenti in arrivo, sono strumenti di tamponamento e, al contempo di indebitamento puro, cioè, strumenti finanziari che non sono posti a supporto di investimenti per lo svolgimento di attività e, soprattutto, è tale l’incognita del mercato che sono difficili previsioni. Come riportato nell’intervento pubblicato su Fiscal Focus, anche le reti potrebbero ridurre le loro dimensioni per monetizzare le loro risorse e creare una iniezione di liquidità idonea a supportare la rete.

3. La “leva normativa”
L’importanza della rete la si vede anche per un coordinamento da parte della rete stessa rispetto al pacchetto di norme emanate (fiscali, del lavoro, sulla sicurezza, igieniche, ecc.) che possono (e devono) essere sfruttate al massimo. Ecco, quindi, che una guida da parte della rete per indicare ai propri affiliati una idonea e opportuna gestione di tutta la normativa, può fornire suggerimenti per ottenere in modo opportuno risorse preziose.

4. La comunicazione esterna (commerciale e sociale)
Tutte le reti hanno comunicato su questi due livelli, ma hanno anche operato direttamente con supporti e aiuti al sociale, sia in termini produttivi (conversione della produzione per materiali sanitario, acquisti diretti, ecc.), sia in termini di sostegno ai più deboli (cibo in scadenza, ecc.).
Tutta la comunicazione si rende necessaria per mantenere il rapporto con il cliente in senso generale, ma, per mezzo degli affiliati, anche a livello territoriale.
Sotto questo punto di vista i social (con le persone in casa) sono stati, ma lo saranno ancora per molto, un canale molto importante. Ecco quindi che essere più puntuali e con maggiori dettagli, informazioni, ecc. può essere utile, così come mettere a disposizione in forma gratuita servizi, video, supporti, informazioni, notizie, ecc..
Un altro momento di importante comunicazione è la rassicurazione del cliente rispetto alle misure prese dalla rete, per ogni punto vendita/servizio, sia a gestione diretta, sia affiliato.

5. La comunicazione interna
Le attività della rete, come quelle sopra descritte e indirizzate agli affiliati, ma anche altre, tipo la predisposizione dei sistemi di sicurezza e igiene, esempio, sono una forte comunicazione interna nei confronti delle risorse umane.
Molte reti, soprattutto di servizi, ma non solo, potrebbero anche rivedere gli apporti delle risorse umane in termini di telelavoro, smart working, lavoro agile, ecc.. Una rivoluzione che, se e quando presa in considerazione, richiede una comunicazione ben ponderata in quanto i cambiamenti in azienda necessitano sempre di specifici passaggi al fine di renderli comprensibili e accettabili.

6. Offerte e marketing
La crisi è sanitaria e anche economica. La parte economica della crisi porta ad una minore capacità di spesa e, quindi, occorrono nuove formule, nuove idee, magari tornando alle leve tradizionali del marketing, ma usufruendo anche della tecnologia. Occorre stimolare nuovamente i consumi e, pertanto, la leva prezzo sarà importante, moltissimo. Una riduzione dei margini oggi e per alcuni mesi potrebbe essere un investimento per il futuro. Aggredire il consumatore puntando a ridurre l’impatto delle perdite nell’immediato avrà dei costi notevoli in termini di immagine e di fidelizzazione. L’intervento delle reti potrà essere determinante sotto questo punto di vista potendo assorbire loro stesse una riduzione dei margini, ma garantendole ad ogni singolo affiliato. Questo sarà più agevole nelle reti che producono i propri prodotti, ovviamente, ma sarà possibile anche per gli altri.

7. Gestione tipica della rete
Di particolare attenzione è, comunque, la gestione de “l’altra parte della rete”, quella che gestisce i rapporti con i fornitori, non solo di merci, ma anche di servizi, di assistenza tecnica, ecc.. La rete deve operare anche da questo lato e deve ottenere informazioni per comprendere le condizioni dei propri fornitori, sapere se saranno in grado di ripartire, di supportare la rete e, al contempo, dare rassicurazione che la rete continuerà il rapporto in modo da dare conforto e fiducia.

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