Dedicato ai lavoratori autonomi (soprattutto)

Pubblicato: 23 ottobre 2020 in Franchising e sistemi a rete

– § – DEDICATO AI LAVORATORI AUTONOMI (SOPRATTUTTO) – § –

Una crisi devastante che arriva dopo una crisi devastante, una miscela di eventi insopportabile per moltissimi lavoratori autonomi di dimensione “umana”

Decine e decine di anni (circa 35) a fornire consigli, consulenze, idee, a dare supporto, contributi, suggerimenti ai lavoratori autonomi di dimensione “familiare”, di dimensione “umana”. Anni di pensieri e riflessioni sulle conseguenze di una crisi iniziata da oltre un decennio, una crisi sfiancante, pesa, dura, lunga, intensa, oggi diventata “infinita”. Con l’arrivo della crisi sanitaria, il passaggio all’incremento di una crisi economica è stato alquanto veloce e ancora non se ne conosce la conclusione, la fine, la cessazione.

Da mesi non scrivevo su questo blog, interrompendo una intensa produzione di articoli, ma il clima non era e non è tra i migliori, anche perchè avevo rilevato come nel settore franchising stesse maturando una forma di ipocrisia attuata per mezzo di dichiarazioni falsamente positive che evidenziavano il “no problem” da parte di operatori e consulenti che, invece, dopo mesi, sta risultando l’esatto contrario. Questo approccio ha reso e rende inutile qualsiasi consiglio, consulenza, analisi, tutto quello che potrebbe essere concretamente utile all’imprenditore, perchè significa che nell’aria c’è ben altro, c’è un altro tipo di virus.

Torno per dedicare due parole ai lavoratori autonomi, a me, a chi legge, a tutti quelli che ci trovavamo e che ci troviamo costantemente in lotta per dare e fare il meglio di noi stessi, nonostante uno Stato completamente assente per e con forme di supporto e aiuto alla creazione dell’economia, tanto da rimpiangere il dopo guerra con Einaudi che nella funzione sociale delle imprese per la creazione del tessuto economico e distribuzione della ricchezza credeva, ma non voglio trascrivere la sua famosa frase, ormai è di tale dominio pubblico che sui social è abusata e pubblicata come se avessero scoperto chissà cosa, io la pubblicai qua nel lontano 2013.

In questo periodo si stanno ancora consumando tragedie e ricordo che da marzo al 7 settembre “in Italia si sono registrati 71 suicidi e 46 tentati suicidi, presumibilmente correlati a Covid-19, a fronte di un numero di suicidi per crisi economica che nello stesso periodo del 2019 si attestava a 44 e quello dei tentati suicidi a 42” (Ansa, “In Italia da marzo 71 suicidi correlati a pandemia Covid“).

Ma come non ricordarsi il “2016, il tragico record di suicidi per crisi” (da Il Tempo del 25.09.2016): “Sono 81 i casi di suicidio per motivazioni economiche registrati in Italia nel primo semestre 2016. Il dato è in crescita di quasi il 20% rispetto a quanto rilevato nella seconda metà dello scorso anno, quando il fenomeno sembrava segnare una prima inversione di tendenza nella sua triste escalation” (…) “Nel complesso, dal 2012 è sempre il Veneto la regione epicentro del fenomeno, mentre le province più colpite sono Venezia, Padova, Napoli, Salerno e Treviso“.

Come non trascurare, poi, un dato complessivo considerando che “Dal 2012 sono in totale 988 in Italia i casi di suicidio per motivazioni economiche, mentre sale a 717 il numero dei tentati suicidi”. A rilevarlo l’Osservatorio “Suicidi per motivazioni economiche” della Link Campus University che pubblica i dati di 7 anni di attività e indagine sociologica sul fenomeno. Se all’inizio del monitoraggio a essere particolarmente colpita era la categoria degli imprenditori, oggi i dati mostrano come l’incidenza sia cresciuta soprattutto tra i disoccupati: dal 2012 a oggi rappresentano infatti il 41,8% gli imprenditori suicidi e il 40,1% quei disoccupati” (in confesercenti.it, “Crisi: quasi 1000 suicidi per motivazioni economiche dal 2012“, gennaio 2019).

Ecco che, in tali e talmente tangibili difficoltà (e non entro nel dibattito sulla divisione sociale in corso tra lavoratori “garantiti” e quelli “non garantiti”), in questo periodo mi è venuto in mente, invece, un altro brano (anche se l’ho già pubblicato) che faccio mio per l’occasione perchè diventa difficile usare parole più efficaci di quelle che tale brano esprime e poi, soprattutto, perchè quando si individuano parole efficaci prodotte da altri occorre esserne riconoscenti e diffonderle invece di voler per forza trovarne di proprie. Ecco, quindi, una dedica ai lavoratori autonomi, ma che non esprime “divisione”, esprime apprezzamento per i molti che davvero si danno da fare e pone in evidenza l’immensa carenza degli inetti, degli incapaci, degli ignavi, di coloro che ritengono facile risolvere le problematiche con le “spalle coperte” o con “garanzie intoccabili” o con “privilegi a danno di altri”, che, comunque, non sono e non saranno mai in grado di “fare cose importanti” e, certamente, tra queste c’è e ci sarà anche quella di uscire da questo dramma con le proprie mani e con la propria forza:

“Ci sono delle persone che sono più capaci di altre di evocare dentro di sé energie straordinarie. Sono i grandi imprenditori, i creatori, i costruttori, coloro che fanno cose importanti in tutti i settori in cui si applicano. Si tratti di creare una impresa, costruire un ospedale, una università, organizzare un partito politico, trovare le risorse per realizzare un film, o scrivere un grande romanzo. Ogni volta affrontano il compito con impeto, con slancio, con uno sguardo fresco, nuovo. Guardano dove gli altri non hanno guardato. Vanno subito all’essenziale. Non si fanno distogliere dal passato, dai particolari che non hanno importanza. Dobbiamo imparare da loro come si affronta una sfida senza riserve” (Francesco Alberoni, Abbiate coraggio, 1998)

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