Archivio per la categoria ‘Franchising e sistemi a rete’

Per comprendere meglio i contenuti essenziali di una riflessione che (ritengo) richiederà molto tempo prima di arrivare ad una decisione non facilissima, meglio riguardare con attenzione i motivi posti alla base della creazione del blog

Dott.Rag.Mirco Comparini

Furono ben tre, gli interventi che, nel 2013, dedicai per far comprendere le principali motivazioni che avevano generato l’idea di predisporre un blog che fornisse qualcosa in più rispetto a quanto, all’epoca, era disponibile nella rete, nel web. Li chiamai “i fondamentali“.

Come riportai ad apertura degli interventi, erano “fondamentali per tanti argomenti, se non per tutti, certamente per moltissimi, ma per sua natura il franchising ne richiede una buona dose, una dose maggiore dell’ordinario. Si, perchè è noto che il franchising è particolarmente predisposto a situazioni “ambigue”. (…) Cosa intendo allora per “fondamentali” ? Non vi fornisco una definizione. Voglio far passare un concetto. Voglio trasferirvi una sensazione. E non sarà facile, per me, ovviamente“, esprimendo così già una certa difficoltà nel trasmettere la forza della leva che mi aveva “mosso” a diventare blogger, dopo l’acquisiziopne della qualifica di giornalista Pubblicista con l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti della Toscana.

I fondamentali si articolavano, e per me ancora si articolano, su tre livelli:

  1. i bugiardi e le loro menzogne;
  2. la professionalità, nelle varie definizioni;
  3. il dilettantismo.

Una esposizione descritta nei primi due interventi e poi portata a chiusura nel terzo intervento:

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La prima ipotesi per un percorso verso la “dismissione” che sto valutando di intraprendere. Intanto anche una proposta 

Dopo aver serenamente e pubblicamente reso partecipi i lettori del blog della mia intenzione/indecisione di non trattare più pubblicamente il tema franchising e di non fornire più a nessuno pubbliche informazioni, indicazioni, suggerimenti e commenti di varia natura, ritengo dovuto rendere pubblico e rendere partecipi tutti anche del possibile percorso che nel tempo deciderò di attuare. La considerazione che una tale idea mi sia entrata nella testa mi “preoccupa” nel senso che quando una cosa mi matura nella mente, se non ho un fortissimo e decisivo segnale per una inversione, poi la concretizzo e passo all’azione. Non so quanto tempo mi occorra, ma la sola idea che il “seme” si sia attivato, mi porta con estrema naturalezza alla decisione finale della quale non mi pentirò, magari sarà contraria o diversa alla iniziale, ma, in tal caso, sarà certamente utile a una evoluzione in quanto “maturata e ponderata”.

Dopo il mio ultimo intervento “#Franchising, la mia intenzione è “smettere”, contenti?” cosa è accaduto nel frattempo?

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Devo dirlo, da “amante della trasparenza” e da “ricercatore di sincerità applicata”, ritengo utile rendere pubblico un mio stato d’animo a chi segue il blog, a chi segue le pagine dei siti delle mie attività, a chi legge i miei articoli su riviste e chi mi segue sui social, lo meritano tutti

Premessa

Sto seriamente maturando l’idea di non occuparmi più pubblicamente di franchising. Al momento è forte l’indecisione, ma, sempre al momento, non rilevo episodi o circostanze per un possibile ripensamento, sempre legittimi, al verificarsi delle idonee condizioni.

Perché? Gli episodi sono moltissimi e, talvolta anche gravi. A volte li ho raccontati, altre volte li ho accennati, per altri ancora non ne ho fatto cenno e in alcuni casi li ho trasformati in post o articoli.

Salto quasi completamente un periodo che va dal 2004 (anno di introduzione della legge) al 2012 (anno di costituzione dell’associazione IREF Italia che ancora presiedo). Ne avrei da raccontare, ma cito solo l’episodio di una associazione che mi escluse dai relatori in una fiera (io ero totalmente indipendente dal loro “entourage”) in quanto per due volte in due anni, proponendo un tema specifico, la saletta workshop ebbe una alta affluenza rispetto ai “deserti” di altri workshop tenuti da altri relatori dello “staff”: la cosa non era tollerabile.

Di tale periodo, aggiungere altro sarebbe inutile, considerato anche che, essendo ormai “datati”, tali episodi dovrebbero far parte del passato consolidato e dimenticato e riportarli alla mente renderebbero il mio intervento troppo lungo e poi, questi episodi, però importanti, avevano da me ricevuto una classica “pietra sopra”, un “senza rancore”.

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L’autoreferenzialità non cessa mai. La differenza tra “illustrare” e “utilizzare” strumenti tecnici e professionali, non si colma mai. Le conseguenze e le ricadute su altri, molti altri, aumentano. E’ questo il benessere del franchising ?

Premessa

Il tema è molto semplice nella sua complicatezza di essere compreso.

Si, spesso, soprattutto nell’era che stiamo vivendo, ragionamenti semplici ma impegnativi nell’attuazione, quindi, in un certo senso realistici, sono i più difficili ad essere compresi (forse anche graditi), mentre, ragionamenti assolutamente non realistici, ma di semplice “visione” e altrettanto non impegnativi, sono i più graditi, ma i meno utili.

L’assunto da cui partiamo è questo. Prossimi al decennio di crisi economico-finanziaria, tutti gli operatori si sono sempre concentrati sui “numeri” delle loro aziende con interventi economico-finanziari spesso non così conciliabili o compatibili con la realtà del mercato (cambiato) e spesso anche superficializzando aspetti qualitativi determinanti per la produttività dell’impresa cercata in altri contesti diversi da criteri di pianificazione, programmazione e attuazione di iniziative per una creazione “indotta” del profitto e di giuste ed eque remunerazioni.

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I’m back

Pubblicato: 31 agosto 2017 in Franchising e sistemi a rete

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