Posts contrassegnato dai tag ‘AGCM’

– § – “MAIL BOXES ETC.”, DAI RIFLETTORI AGCM A QUELLI AGCOM – § – 

Un provvedimento molto importante di AGCOM nei confronti del marchio internazionale Mail Boxes Etc. richiede una opportuna riflessione

Risultati immagini per agcomA distanza di sei anni dal mio primo articolo sulla nota vicenda che ha visto protagonista il marchio Mail Boxes Etc. e l’AGCM (“Non è ingannato se non chi si fida”: AGCM mette sotto i riflettori il caso “Mail Boxes Etc.” – 2013) e dopo altri tra anni dall’aggiornamento conseguente alla sentenza del Tar sulla stessa materia del contendere (“#Franchising: c’è troppa ignoranza e il Tar respinge AGCM su Mail Boxers Etc.“), il marchio si trova ad essere ancora protagonista in una vicenda nella quale, questa volta, è l’AGCOM ad essere la controparte.

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– § – #REPORT #RAI3 #FRANCHISNG E…IL MIO PICCOLO SUPPORTO E…ANCHE I MIEI ARTICOLI (e altro) – § –

Con due servizi giornalistici ReportRai3 entra nel mondo del franchising e porta alla luce situazioni ed episodi degni di particolare attenzione, ma innesca anche polemiche

Il primo servizio andato in onda è del 29.10.2018 (“Dentocrazia“) e ha riguardato le catene e le reti di odontoiatria, coinvolgendo, ovviamente, anche i marchi operanti in franchising.

Il secondo servizio andato in onda è del 03.12.2018 (“Davide contro Golia“) e ha riguardato più da vicino alcuni marchi specificatamente operanti in franchising.

Sono servizi che, oltre a interessarmi sotto l’aspetto professionale, mi riguardano da vicino per altri due motivi:

  1. alcuni degli episodi trattati sono stati oggetto di miei interventi editoriali su AZ Franchising e anche su questo blog;
  2. per mesi ho volontariamente taciuto una situazione che mi ha riguardato direttamente: su alcuni temi specifici, ho “giornalisticamente” collaborato con il bravo giornalista Giuliano Marrucci confrontandomi sul tema in generale e fornendo un piccolo apporto con alcuni dettagli di casi trattati e trasmettendo documentazione tecnico-legislativa, nazionale e internazionale. Il tutto per inquadrare più nello specifico alcune problematiche e fornire ulteriori strumenti per la già eccellente preparazione dei servizi della nota trasmissione. Una (come da mia richiesta) anonima e informale collaborazione “tra giornalisti” indirizzata solo ad una utilità collettiva e non personalistica.

Devo ammettere, inoltre, che quanto sopra è stato anche motivo di soddisfazione per aver ricevuto un sostanziale e informale “riconoscimento” a favore di ciò che compone una parte della mia produzione giornalistica e dottrinale sul tema franchising e che è stata considerata e valutata come una disinteressata descrizione “dell’altra faccia della medaglia” focalizzata su aspetti raramente trattati e commentati (ma veri e reali) e, per questo, una produzione ritenuta affidabile in quanto espressamente “non di parte” e espressamente “non contro la parte”.
Per questo motivo essere valutato come un interlocutore affidabile e ricevere questo dal giornalismo di altissimo livello non può che essere una grande soddisfazione, seppur senza aver voluto (e non volere) addosso le luci della ribalta, con buona pace di chi (come ho letto) si è dispiaciuto di non essere stato interpellato.

Premetto anche che un aspetto importante è la presenza di un’ovvietà non ben compresa da chi ha visto e commentato i servizi. Infatti, analizzando il dibattito che si è innescato, è facile rilevare come in pochi abbiano veramente compreso tale ovvietà: la trasmissione non ha potuto e non poteva trattare tutta la vastità che il tema franchising porta con sé.
Non era e non è stato certamente possibile, ad esempio, trattare profondamente e dettagliatamente temi legati alla legislazione (se non alcuni brevissimi cenni) o all’ingerenza di situazioni legate alla criminalità (salvo degli accenni in ambedue i servizi), così come non è stato possibile trattare anche aspetti positivi del settore, salvo alcuni brevi accenni.

A ciò si aggiunga, non di meno, che è proprio il complesso, l’insieme delle caratteristiche della trasmissione a portare a questa impossibile completezza, caratteristiche anche “tecniche” che hanno dato la possibilità di trattare solamente specifici casi con protagonisti di vicende di varia natura. Per comprendere meglio, si pensi solo ai tempi disponibili per tali servizi: 25 minuti per il primo servizio e 40 minuti per il secondo. Sono tempi impossibili per una trattazione esaustiva anche per un convegno o un seminario appositamente dedicato. La “stranezza” di non tener conto di tale situazione da parte di commentatori dell’ultim’ora, come descriverò meglio in seguito, giunge proprio da chi è protagonista, diretto o indiretto, del settore e questo è veramente stranissimo, quasi fanciullesco, ma anche poco professionale o, comunque, sintomo di non elevatissime capacità di analisi (e non solo). Mi dispiace, ma non è raro che questa cosa capiti. Ad esempio, un buon calciatore potrebbe non avere le capacità necessarie per fare l’allenatore e/o il preparatore e/o il commentatore, l’analista di partite con ragionamenti circa tattiche e strategie, ecc. o sia in grado di impostare e gestire una società di calcio. Così è in ogni settore, non è che se ne fai parte diventi automaticamente e per sempre un soggetto preparato ad affrontare il tema del settore da punto di vista aziendale, legale, preventivo, operativo, ecc., ecc..

In ogni caso, a questo punto, da parte mia, con questo intervento molto lungo (la situazione lo richiede) devo fare almeno un paio “considerazioni in formato arricchito”.
La prima è data dal collegamento tra alcuni dei temi trattati nei servizi giornalistici ed i miei interventi editoriali prodotti negli anni.
La seconda è data da una riflessione su cosa ritengo sia emerso e/o cosa non sia emerso da tali servizi.
Opportuno “arricchire” tali considerazioni con una integrazione, con una breve analisi indirizzata proprio al come una parte del settore abbia (a mio parere impropriamente, ma non sarebbe una novità) interpretato i servizi.

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– § – IL #FRANCHISOR HA IL DOVERE DI CONTROLLARE (TUTTO E SEMPRE) – § – 

Ancora un intervento della giurisprudenza costretta ad affermare principi ovvi ma troppo spesso disattesi da molti franchisor che si basano sulla costante ed inesauribile speranza di non costituire mai oggetto di attenzione da parte di organi competenti… e finchè va bene… “va tutto bene”

Talvolta ripetere gli stessi concetti, fornire gli stessi consigli, segnalare le medesime problematiche sulle quali porre attenzione, può risultare stancante più per chi si prodiga in tale attività, rispetto a chi la riceve, e che ne dovrebbe fare tesoro.

E’ il caso di una Sentenza del Tar del Lazio, resa pubblica il 19.07.2018 che si è pronunciato dopo un un provvedimento da parte dell’AGCOM nei confronti di un franchisor operante nel settore delle poste private: obblighi di controllo da parte del franchisor.

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La protezione di una rete di franchising è un complesso di attività che raramente sono analizzate, gestite e predisposte in forma di “insieme” al fine di predisporre una efficace ed efficiente sinergia tra tutti gli elementi che contribuiscono alla preventiva costruzione 

Di seguito il programma e i moduli di richiesta partecipazione per il corso di aggiornamento/formazione che terrò a Firenze il 30 settembre dalle ore 10.30 alle ore 15.30 in occasione del ciclo di appuntamenti predisposti per IREF ITALIA PRAEMIA. 

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Continua ad essere oggetto di dibattito e anche di provvedimenti giurisprudenziali, ovvio, per una situazione nella quale un soggetto “investe” e l’altro dovrebbe aver già “investito”, c’è “l’economia” nel mezzo, ma sembra non interessare

PREMESSA
Per questo argomento, non posso evitare di prendere in considerazione un importante elemento e cioè l’eliminazione (in sede di conversione) della lettera g), dall’art.4 della Legge 129/04 (Obblighi affiliante 30gg prima della firma) ove era riportato:

g) un’ipotesi di bilancio previsionale fondata, se possibile, su esperienze di affiliati in posizione analoga; tale ipotesi non costituisce, in alcun modo, garanzia o promessa di risultato, ferme restando le tutele civili e penali per l’affiliato quando l’ipotesi stessa risulti elaborata con dolo o colpa grave”.

Come detto, si tratta di una disposizione normativa che non ha mai visto luce e le motivazioni addotte a tale rimozione sono state diverse tra le quali spicca la volontà di importanti franchisor.
Indubbiamente il primo elemento valutativo su cui basarsi per “decidere” se aderire a una rete, è dato dalla reale, concreta e tangibile presenza di trasparenza e di chiarezza, sinonimi di correttezza, da parte dello stesso affiliante, caratteristiche che dovrebbero costituire le basi (fondamentali) affinché un affiliato possa veramente avvicinarsi a un approfondimento e una analisi del franchising scelto. E questo passa necessariamente dalla predisposizione di un completo ed esauriente piano economico-finanziario. È pur vero che la nuova legge non ritiene necessario tale elemento, ma è vero anche che quando si procede a un’affiliazione è importante dare un valore a ciò che “si compra” (termine esatto), cioè ciò a cui ci si affilia “sborsando del denaro”. Nel complesso delle attività di “valutazione” rientra, senza ombra di dubbio, la valutazione economico-finanziaria basata sul relativo “piano aziendale” o “business plan” (quantomeno numerico). Al di fuori del contesto normativo, nella pratica, ci si pone spesso la domanda se il franchisor debba o non debba fornire un bilancio preventivo al potenziale affiliato o se quest’ultimo possa o non possa richiedere tale documento all’affiliante. Forse sarebbe il caso di modificare il punto di vista ed elaborare un ragionamento diverso: “È opportuno e utile predisporre un bilancio preventivo per il potenziale affiliato?”, dal punto di vista dell’affiliante, e “È opportuno ed utile chiedere un bilancio preventivo all’affiliante?”, dal punto di vista dell’affiliato.
La risposta che posso dare all’argomento in analisi è che predisporre un’ipotesi di redditività non è “imposto” legalmente ma è certamente opportuno. Quindi, ciò che occorre aver ben chiaro è:

mettere nero su bianco una ipotesi di redditività, non è richiesto legalmente e, pertanto, è un comportamento legalmente corretto quello assunto dal franchisor che non predispone tale tipologia di documento…però…

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