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L’autoreferenzialità non cessa mai. La differenza tra “illustrare” e “utilizzare” strumenti tecnici e professionali, non si colma mai. Le conseguenze e le ricadute su altri, molti altri, aumentano. E’ questo il benessere del franchising ?

Premessa

Il tema è molto semplice nella sua complicatezza di essere compreso.

Si, spesso, soprattutto nell’era che stiamo vivendo, ragionamenti semplici ma impegnativi nell’attuazione, quindi, in un certo senso realistici, sono i più difficili ad essere compresi (forse anche graditi), mentre, ragionamenti assolutamente non realistici, ma di semplice “visione” e altrettanto non impegnativi, sono i più graditi, ma i meno utili.

L’assunto da cui partiamo è questo. Prossimi al decennio di crisi economico-finanziaria, tutti gli operatori si sono sempre concentrati sui “numeri” delle loro aziende con interventi economico-finanziari spesso non così conciliabili o compatibili con la realtà del mercato (cambiato) e spesso anche superficializzando aspetti qualitativi determinanti per la produttività dell’impresa cercata in altri contesti diversi da criteri di pianificazione, programmazione e attuazione di iniziative per una creazione “indotta” del profitto e di giuste ed eque remunerazioni.

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Un piacevole e “particolare” film consente di esprimere una analisi sul tema franchising e anche un salto indietro nella mia storia professionale

The Founder

Introduzione

Parto subito da un concetto che ripeto da decenni, in continuazione, fino alla noia, passando da irriverente, non simpatico, creatore di ostacoli, burocratico e irrispettoso, ma certamente non da disonesto o menzognero

«Il franchising è a disposizione di tutti, ma non è per tutti»

Questa frase oggi è certificata dal film ed è una certificazione a livello internazionale, a livello globale.

Oltre a questa “netta e ben chiara” introduzione aggiungo che per questo intervento occorre molta pazienza per il tempo necessario a leggerlo e a farlo anche con le necessarie riflessioni, per i numerosi link a video anche storici e per i riferimenti anche ad altri interventi presenti nel blog. Insomma, è molto lungo, ma gli argomenti trattati, la “filosofia” che c’è dietro a questa storia, gli spunti che fornisce e tutti i vari ragionamenti che genera hanno molta importanza e, pur nella mia ricerca della sintesi, meritano di essere comunque dettagliati per e nei temi essenziali. Prendetevi del tempo e se questa analisi vi è piaciuta, sarà un piacere venirlo a sapere e sarà un piacere rilevare una diffusione e una condivisione. Appositamente non ho optato per la pubblicazione in due parti, avrebbe perso la giusta atmosfera, la necessaria continuità, la funzione e gli scopi posti alla base di questo articolato intervento. La mia scelta è stata quella di dividere l’analisi più tecnica da quella professionale (posta in chiusura) che, a sua volta, ha inciso anche su quella personale per il piacevolissimo e raro rapporto generato con il mio cliente affiliato McDonald’s. Buona lettura.

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Sarebbe il momento che tutto il settore #franchising facesse una riflessione e intervenisse: ne ha la possibilità

Presentazione

Tutti sanno che cos’è la roulette russa, un gioco d’azzardo, potenzialmente letale, che consiste nel posizionare un solo proiettile in una rivoltella, ruotare velocemente il tamburo, chiudere l’arma da fuoco senza guardare, puntarla verso la propria testa e premere il grilletto.

L’origine del nome “roulette” deriva dalla similitudine col gioco d’azzardo della roulette, in cui si fa girare una ruota, e si scommette su quello che sarà l’unico e indiscutibile risultato.

L’aggettivo “russa“, sembra sia dovuto al fatto che la prima descrizione di una simile pratica risulterebbe quella resa dallo scrittore russo Mikhail Lermontov, nel racconto Il fatalista, contenuto nel romanzo Un eroe del nostro tempo, del 1840.

Tutti sanno anche che cosa significa “fuffa”, un “insieme di cose inutili, prive di valore. Insieme di sciocchezze, di ragionamenti o discorsi oziosi. Etimologia: dal toscano fuffigno, ingarbugliamento dei fili di una matassa” (diz.Garzanti).

Infatti, a completamento, pochi sanno, invece, che “la fuffa è la tipica lanetta che si forma nei tessuti e che in genere si rimuove poiché anti-estetica. Proprio questa connotazione ha fatto sì che venisse usato sensu lato per indicare un eccesso inutile. Può indicare anche l’accumulo di peli che si verifica negli animali o l’accumulo di polvere in batuffoli”.

Quindi, stiamo parlando, per certi versi, di cose prive di valore, magari descritte in maniera oziosa o con eccessi di valorizzazione e, per altri, di presenza di cose inutili e antiestetiche. Che c’entra il franchising? Credo sia alquanto facile da intuire, ma approfondiamo e partiamo dall’inizio.

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Partendo dal presupposto che una franchise è esattamente come un ordinario prodotto da vendere (in Francia e negli USA, quando si parla di un’affiliazione, si dice “Achater une franchise“, “To buy a franchise”, “Acquistare una franchise“, e un affiliato è definito “consumatore”, la Federal Trade Commission ha pubblicato una specifica guida dal titolo “Buying a franchise: a consumer guide“), ne consegue che marketing della franchise e reclutamento degli affiliati diventano due attività aziendali essenziali e di vitale importanza per ogni franchisor. Attività che devono essere affrontate in ogni fase, dalla costruzione, passando dalla impostazione, per proseguire nello sviluppo e nel mantenimento della rete: sempre.

Le tecniche adottabili sono essenzialmente le medesime necessarie per la vendita di un prodotto:

  1. che cosa è in vendita;
  2. quanto è in progetto vendere;
  3. quale mercato di riferimento;
  4. quale politica di prezzo;
  5. il target dei consumatori;
  6. come si vuole vendere.

Di questo processo fondamentale, se ne parlerà il prossimo 29 settembre 2014 a Moncalieri (TO), in un convegno organizzato da IREF Italia in occasione dell’evento “Premio Nazionale Valori Iref Italia – 2014”, patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico (informazioni alla pagina del sito di Iref Italia) e che vedrà la presenza di autorevoli e altamente qualificati relatori. Titolo della Tavola Rotonda è “Affiliazioni vincenti: la chiave del successo per una rete.

Considerata la mia diretta partecipazione all’organizzazione dell’evento nel corso del quale assumerò il ruolo di comoderatore, credo possa essere utile anticipare quali principali argomentazioni saranno poste a base della discussione alla quale gli autorevoli e presigiosi relatori contribuiranno con i loro interventi.

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Come preannunciato, a distanza di circa un anno dalla pubblicazione sul blog del colloquio con l’amico Enrico Scroccaro (ricordo l’informalità obbligatoria sul mio blog), Franchising Senior Manager di McDonald’s Italia, nel corso del quale è stato possibile approfondire la tematica riguardante lo sviluppo del marchio internazionale (“McDonald’s e lo sviluppo in Italia: a colloquio con Enrico Scroccaro, Franchising Senior Manager”), non potevo che andare a verificare i risultati pervenuti nel periodo. Diciamo che, nel rispetto della “mission” di questo mio blog (“contributi per approfondire la conoscenza del franchising…e non solo“), l’ho considerato anche un obbligo verso i lettori affinchè ciò che era stato appreso in quel colloquio non fosse considerato un mero spot promozionale, ma una verifica di e verso una effettiva serietà imprenditoriale che vede l’assunzione delle responsabilità tra ciò che si pianifica e si progetta con alta professionalità e ciò che si analizza e si verifica a consuntivo o, comunque, anche in corso d’opera.

Questo è il caso e i dati sono assolutamente interessanti.

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