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Un piacevole e “particolare” film consente di esprimere una analisi sul tema franchising e anche un salto indietro nella mia storia professionale

The Founder

Introduzione

Parto subito da un concetto che ripeto da decenni, in continuazione, fino alla noia, passando da irriverente, non simpatico, creatore di ostacoli, burocratico e irrispettoso, ma certamente non da disonesto o menzognero

«Il franchising è a disposizione di tutti, ma non è per tutti»

Questa frase oggi è certificata dal film ed è una certificazione a livello internazionale, a livello globale.

Oltre a questa “netta e ben chiara” introduzione aggiungo che per questo intervento occorre molta pazienza per il tempo necessario a leggerlo e a farlo anche con le necessarie riflessioni, per i numerosi link a video anche storici e per i riferimenti anche ad altri interventi presenti nel blog. Insomma, è molto lungo, ma gli argomenti trattati, la “filosofia” che c’è dietro a questa storia, gli spunti che fornisce e tutti i vari ragionamenti che genera hanno molta importanza e, pur nella mia ricerca della sintesi, meritano di essere comunque dettagliati per e nei temi essenziali. Prendetevi del tempo e se questa analisi vi è piaciuta, sarà un piacere venirlo a sapere e sarà un piacere rilevare una diffusione e una condivisione. Appositamente non ho optato per la pubblicazione in due parti, avrebbe perso la giusta atmosfera, la necessaria continuità, la funzione e gli scopi posti alla base di questo articolato intervento. La mia scelta è stata quella di dividere l’analisi più tecnica da quella professionale (posta in chiusura) che, a sua volta, ha inciso anche su quella personale per il piacevolissimo e raro rapporto generato con il mio cliente affiliato McDonald’s. Buona lettura.

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Un rapporto non cordiale, spesso ostico, caratterizzato dalla difficoltà di rendere conciliabili norme, consuetudini, deontologia e mercato, spesso non così corretto, con i clienti finali che possono anche non orientarsi

Mi hanno chiesto spesso opinioni professionali sul tema “Franchising e professioni”, sulla costruzione di reti tra e/o per professionisti aventi le medesime caratteristiche del franchising. Nel 2011 scrissi proprio un articolo per AZ Franchising, in parte richiamato in questo intervento che, questa volta, suddivido in due parti per ulteriori integrazioni. In questa prima parte tengo ad analizzare un tema più commerciale, aspetti “pubblicitari” e che già di per se sono generatori di problematiche e che costituiscono un utile preparazione alla trattazione della seconda parte, più “tecnica”.

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Episodi e iniziative che generano molte perplessità, soprattutto riguardo a chi li legittima con il consenso e la condivisione e le domande sono:
“c’è un perché ?”, “perché accade questo ?”, “perché si consente questo ?”

Credo di poter sostenere che, con i molti articoli pubblicati continuamente su AZ Franchising e sul blog e occasionalmente in altri contesti, ho affrontato moltissimi argomenti in tema di franchising, esprimendo forti perplessità, dubbi, anche vere e proprie denunce, numerose analisi prettamente tecniche e interpretative, di aver fornito anche suggerimenti e preziose indicazioni e certamente numerosi apprezzamenti per un settore nel quale parte della mia professione è dedicata anche con vera e propria passione.

L’ultimo intervento dal titolo “#Franchising: “il paradosso del mentitore”, dal VI secolo a.C. ai nostri giorni…e oltre ? ha richiamato la visione di quella parte del franchising che definisco “egotica”, cioè, autoesaltante e ciò non per mera invenzione, ma per semplice analisi di situazioni oggettive e realmente accadute.

Altri interventi hanno avuto medesima natura e caratteristica e hanno espresso dubbi e perplessità, come l’intervento dal titolo “Qualità nelle reti (anche di #franchising: un percorso possibile, oppure, aventi con l’autoreferenzialità”  o anche il molto letto “Il lato oscuro del franchising (o è quello chiaro ?)”.

Per introdurre questo nuovo intervento mi ricorre obbligo di richiamare e riportare ancora quanto già pubblicato in precedenza.

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Dopo il terzo anno di presenza al GlutenFreeExpo, trova positiva conferma la strategia di mettere in contatto il settore del “senza glutine” e il #franchising (e non solo)

Lo scorso novembre si è svolto il GlutenFreeExpo 2015 l’unica manifestazione internazionale ufficialmente certificata interamente dedicata ai prodotti e all’alimentazione senza glutine ed è stato il terzo anno da quando ho concordato con gli organizzatori (Juri Piceni e Mariapia Gandossi di S-ATTITUDE S.r.l.) di introdurre permanentemente uno stand per informazioni sul franchising e una presenza seminaristica con interventi a disposizione dei visitatori e degli espositori.

La prima domanda che giunge spontanea è “perché il franchising ad una manifestazione sull’alimentazione” ? A questa domanda ho già risposto con l’intervento “Il #Franchising al #GlutenFree Expo 2015: da tre anni l’orgoglio di una scelta “visionaria””.

E allora perché un nuovo intervento sull’argomento ? Anche in questo caso la risposta è semplice ed è dovuta al fatto che nel corso dell’evento è giunta conferma che il mercato può offrire molto alle reti e le reti possono offrire molto al mercato, certificando così la scelta di parlare di franchising a questa importante manifestazione. Infatti, è stata presentata e illustrata l’indagine “GlutenFree Outlook – Osservatorio nazionale GlutenFree sul comparto alimentare senza glutine” condotta da “GRS srl Ricerca e Strategia” svolta a ottobre 2015 su 206 aziende italiane del settore collegato al «senza glutine».

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Per il terzo anno, Professional Group srl-Franchising Analysis e Studio Comparini & Russo, saranno presenti all’edizione 2015 del Gluten Free Expo in programma a Rimini dal 14 al 17 novembre presso Rimini Fiera per trattare in assoluta esclusiva il tema franchising

Correva l’anno 2013 quando proposi agli organizzatori di GlutenFreeExpo di inserire un momento “formativo” nel programma della manifestazione portando all’attenzione del pubblico l’argomento “franchising”. Trovandomi in presenza di organizzatori molto più “visionari” del sottoscritto e sempre in netto e forte anticipo sui tempi rispetto al mercato ed a “mentalità standardizzate”, nonché, molto, ma molto più intuitivi e capaci di tanti altri operatori in materia di organizzazione eventi e fiere, l’accordo fu molto facile e agevole e tutt’oggi la grande stima professionale e la reciproca fiducia sono altissime e intaccabili proprio per una scelta risultata vincente e per la professionalità che reciprocamente ci siamo scambiati nell’attuare l’dea iniziale.

Qualcuno all’epoca mi chiese: “ma perchè il franchising ad un salone di pura alimentazione ?“. Ovviamente a chi me lo ha domandato ho fornito la risposta e credo sia assolutamente utile divulgarla e farla comprendere anche a chi ancora oggi si pone la medesima domanda, segnalando, giusto per dire, che da allora ho già visto nascere almeno 4/5 nuovi progetti di franchising basati sul “senza glutine” (pur con necessità di approfondire in termini di consistenza).

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