Posts contrassegnato dai tag ‘know how’

– § – SCRIVERE UN MANUALE OPERATIVO (QUANDO LO SI VUOLE SCRIVERE) – § – 

La stesura di un Manuale Operativo in un sistema di franchising è una attività alquanto impegnativa e costituisce un vero e proprio investimento. Forse per questo è così raro trovarne uno ben fatto nel panorama delle reti nazionali

Uno dei fondamentali ed essenziali elementi per un sistema di franchising è quello di essere dotato di sistema organizzativo che sia funzionale e, soprattutto, replicabile e trasferibile. Requisito indispensabile per ottenere tale risultato è la completezza ed il dettaglio della manualistica che consenta l’attuazione pratica ed operativa di tutto quanto caratterizza lo stesso sistema. Tale attività si concretizza nella stesura del principale documento denominato Manuale Operativo, la cui stesura è, troppo spesso, volontariamente semplificata e la cui importanza è, troppo spesso, volontariamente sminuita.

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– § – FRANCHISOR AVVISATO (DALLA CASSAZIONE), MEZZO SALVATO (DALLA CESSAZIONE) – § –

La Corte di Cassazione passa al secondo avviso in materia di “riduzione del rischio di impresa” nel #franchising

Con l’Ordinanza n.30671 del 21 dicembre 2017, la Corte di Cassazione torna ancora a pronunciarsi in materia di causa del contratto e conferma quanto già affermato con l’Ordinanza n.647/2007 e specifica espressamente che

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Il tempo passa, ma la storia si è fermata, in silenzio, nel silenzio, con i complici

Da una “Guida al Mettersi in Proprio – Franchising” di un Ente Pubblico (Provincia), anno 2002 (due anni prima dell’introduzione della Legge n.129/2004):
La creatività e l’entusiasmo profusi nella creazione delle nuove catene non si sono tuttavia sempre accompagnati a qualità e validità nei contenuti: ancora in troppi casi iniziative improvvisate e scarsamente professionali, prive di una valida preparazione manageriale dei responsabili delle reti, di una chiara individuazione degli obiettivi di sviluppo, di una adeguata qualità dei prodotti e dei servizi, di appropriate strategie di marketing e di promozione, di un serio programma di assistenza e formazione continua agli affiliati, hanno finito per suscitare dubbi e sospetti nei potenziali investitori“.

A.D. 2017 (quasi 2018), non è cambiato niente e potrei finirla qua, finito l’intervento, stop, chiuso, ma, invece, qualcos’altro posso aggiungere.

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Una integrazione alla mia recensione tecnica al film su Ray Kroc, non il fondatore di McDonald’s, ma il fondatore dell’impero McDonald’s

Risale al gennaio 2017 (“The Founder”, in scena #McDonald’s e il #franchising…le colonne di una mia “scelta professionale”) la mia recensione tecnica sul film “The Founder” e, al tempo, cercai di elaborarla con una certa tempestività, sia per redigerla subito dopo la visione del film, a mente fresca, sia per anticipare una serie recensioni che, come poi accaduto, mi immaginavo già impostate e improntate prettamente su aspetti più “motivazionali” o di marketing o di “(para)coaching”. A distanza di mesi, ho nuovamente visto il film ed ho elaborato ulteriori elementi per una integrazione per evidenziare aspetti nuovi e per aggiungere altre “sfumature” ad aspetti già analizzati con il primo intervento.

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Riprendo le pubblicazioni sul blog e lo faccio con un tema “delicato”, certo, ma non segreto e, soprattutto, tecnicamente non così noto e neanche facilmente immaginabile

Il denaro attira i mafiosi come il miele per le mosche. Nel Nordest vi sono molte devianze di stampo criminoso: penso al ramo del franchising o a quello dell’intermediazione finanziaria” (Piercamillo Davigo, Trento, 2011). …e io sono tornato !!!

Nell’ottobre 2015, pubblicai due interventi sul tema “Franchising & Mafia” (qui la prima parte e qui la seconda parte). Due interventi che molti non vollero pubblicare sulle loro testate. Due interventi che, “semplicemente”, raccontavano, o meglio, assemblavano notizie rendicontate da inchieste giornalistiche, meri fatti di cronaca ed alcune pubbliche ricerche. Tutto a disposizione di tutti, ma tutto nel silenzio di tutti, ma anche tutto all’insaputa di alcuni. Infatti, furono due interventi che destarono sorpresa in molti e che, invece, erano e sono ancora, assolutamente incompleti rispetto alla reale situazione.

Dopo la “sofferta” pubblicazione, a “microfoni spenti” (ovviamente, strano sarebbe stato il contrario, d’altronde, il clima, l’ambiente, il contesto  è questo e “abbraccia forte” molti protagonisti, anche non sospettabili), alcuni mi hanno chiesto un’opinione sul perché il fenomeno illustrato nel mio intervento, o meglio, nelle ricerche e nei fatti di cronaca da me illustrati, poteva aver assunto quelle dimensioni, considerando anche quanto “non noto”, ma anche perché il franchising era così intensamente oggetto di “attenzioni”.

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