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Una integrazione alla mia recensione tecnica al film su Ray Kroc, non il fondatore di McDonald’s, ma il fondatore dell’impero McDonald’s

Risale al gennaio 2017 (“The Founder”, in scena #McDonald’s e il #franchising…le colonne di una mia “scelta professionale”) la mia recensione tecnica sul film “The Founder” e, al tempo, cercai di elaborarla con una certa tempestività, sia per redigerla subito dopo la visione del film, a mente fresca, sia per anticipare una serie recensioni che, come poi accaduto, mi immaginavo già impostate e improntate prettamente su aspetti più “motivazionali” o di marketing o di “(para)coaching”. A distanza di mesi, ho nuovamente visto il film ed ho elaborato ulteriori elementi per una integrazione per evidenziare aspetti nuovi e per aggiungere altre “sfumature” ad aspetti già analizzati con il primo intervento.

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Riprendo le pubblicazioni sul blog e lo faccio con un tema “delicato”, certo, ma non segreto e, soprattutto, tecnicamente non così noto e neanche facilmente immaginabile

Il denaro attira i mafiosi come il miele per le mosche. Nel Nordest vi sono molte devianze di stampo criminoso: penso al ramo del franchising o a quello dell’intermediazione finanziaria” (Piercamillo Davigo, Trento, 2011). …e io sono tornato !!!

Nell’ottobre 2015, pubblicai due interventi sul tema “Franchising & Mafia” (qui la prima parte e qui la seconda parte). Due interventi che molti non vollero pubblicare sulle loro testate. Due interventi che, “semplicemente”, raccontavano, o meglio, assemblavano notizie rendicontate da inchieste giornalistiche, meri fatti di cronaca ed alcune pubbliche ricerche. Tutto a disposizione di tutti, ma tutto nel silenzio di tutti, ma anche tutto all’insaputa di alcuni. Infatti, furono due interventi che destarono sorpresa in molti e che, invece, erano e sono ancora, assolutamente incompleti rispetto alla reale situazione.

Dopo la “sofferta” pubblicazione, a “microfoni spenti” (ovviamente, strano sarebbe stato il contrario, d’altronde, il clima, l’ambiente, il contesto  è questo e “abbraccia forte” molti protagonisti, anche non sospettabili), alcuni mi hanno chiesto un’opinione sul perché il fenomeno illustrato nel mio intervento, o meglio, nelle ricerche e nei fatti di cronaca da me illustrati, poteva aver assunto quelle dimensioni, considerando anche quanto “non noto”, ma anche perché il franchising era così intensamente oggetto di “attenzioni”.

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Per il quinto anno avrò modo di trattare in assoluta esclusiva il tema franchising al Gluten Free Expo 2017 in programma a Rimini dal 18 al 21 novembre presso Rimini Fiera

Cosa significhi questo evento, ho avuto modo di dettagliarlo in questo intervento nel quale definisco come “scelta visionaria” la volontà di essere presente in tale contesto, oggi posso definirla una “scelta giusta”.

Quest’anno le tipologie di intervento saranno due:

  1. come relatore in tre seminari di diretta organizzazione, di seguito i dettagli;
  2. come relatore in una Tavola Rotonda che vede, tra i soggetti co-organizzatori, lo Studio Comparini & Russo e la Professional Group SRL-Franchising Analysis, di seguito i dettagli.

I seminari di Mirco Comparini

La Tavola Rotonda

Per comprendere meglio i contenuti essenziali di una riflessione che (ritengo) richiederà molto tempo prima di arrivare ad una decisione non facilissima, meglio riguardare con attenzione i motivi posti alla base della creazione del blog

Dott.Rag.Mirco Comparini

Furono ben tre, gli interventi che, nel 2013, dedicai per far comprendere le principali motivazioni che avevano generato l’idea di predisporre un blog che fornisse qualcosa in più rispetto a quanto, all’epoca, era disponibile nella rete, nel web. Li chiamai “i fondamentali“.

Come riportai ad apertura degli interventi, erano “fondamentali per tanti argomenti, se non per tutti, certamente per moltissimi, ma per sua natura il franchising ne richiede una buona dose, una dose maggiore dell’ordinario. Si, perchè è noto che il franchising è particolarmente predisposto a situazioni “ambigue”. (…) Cosa intendo allora per “fondamentali” ? Non vi fornisco una definizione. Voglio far passare un concetto. Voglio trasferirvi una sensazione. E non sarà facile, per me, ovviamente“, esprimendo così già una certa difficoltà nel trasmettere la forza della leva che mi aveva “mosso” a diventare blogger, dopo l’acquisiziopne della qualifica di giornalista Pubblicista con l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti della Toscana.

I fondamentali si articolavano, e per me ancora si articolano, su tre livelli:

  1. i bugiardi e le loro menzogne;
  2. la professionalità, nelle varie definizioni;
  3. il dilettantismo.

Una esposizione descritta nei primi due interventi e poi portata a chiusura nel terzo intervento:

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Devo dirlo, da “amante della trasparenza” e da “ricercatore di sincerità applicata”, ritengo utile rendere pubblico un mio stato d’animo a chi segue il blog, a chi segue le pagine dei siti delle mie attività, a chi legge i miei articoli su riviste e chi mi segue sui social, lo meritano tutti

Premessa

Sto seriamente maturando l’idea di non occuparmi più pubblicamente di franchising. Al momento è forte l’indecisione, ma, sempre al momento, non rilevo episodi o circostanze per un possibile ripensamento, sempre legittimi, al verificarsi delle idonee condizioni.

Perché? Gli episodi sono moltissimi e, talvolta anche gravi. A volte li ho raccontati, altre volte li ho accennati, per altri ancora non ne ho fatto cenno e in alcuni casi li ho trasformati in post o articoli.

Salto quasi completamente un periodo che va dal 2004 (anno di introduzione della legge) al 2012 (anno di costituzione dell’associazione IREF Italia che ancora presiedo). Ne avrei da raccontare, ma cito solo l’episodio di una associazione che mi escluse dai relatori in una fiera (io ero totalmente indipendente dal loro “entourage”) in quanto per due volte in due anni, proponendo un tema specifico, la saletta workshop ebbe una alta affluenza rispetto ai “deserti” di altri workshop tenuti da altri relatori dello “staff”: la cosa non era tollerabile.

Di tale periodo, aggiungere altro sarebbe inutile, considerato anche che, essendo ormai “datati”, tali episodi dovrebbero far parte del passato consolidato e dimenticato e riportarli alla mente renderebbero il mio intervento troppo lungo e poi, questi episodi, però importanti, avevano da me ricevuto una classica “pietra sopra”, un “senza rancore”.

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