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Riprendo le pubblicazioni sul blog e lo faccio con un tema “delicato”, certo, ma non segreto e, soprattutto, tecnicamente non così noto e neanche facilmente immaginabile

Il denaro attira i mafiosi come il miele per le mosche. Nel Nordest vi sono molte devianze di stampo criminoso: penso al ramo del franchising o a quello dell’intermediazione finanziaria” (Piercamillo Davigo, Trento, 2011). …e io sono tornato !!!

Nell’ottobre 2015, pubblicai due interventi sul tema “Franchising & Mafia” (qui la prima parte e qui la seconda parte). Due interventi che molti non vollero pubblicare sulle loro testate. Due interventi che, “semplicemente”, raccontavano, o meglio, assemblavano notizie rendicontate da inchieste giornalistiche, meri fatti di cronaca ed alcune pubbliche ricerche. Tutto a disposizione di tutti, ma tutto nel silenzio di tutti, ma anche tutto all’insaputa di alcuni. Infatti, furono due interventi che destarono sorpresa in molti e che, invece, erano e sono ancora, assolutamente incompleti rispetto alla reale situazione.

Dopo la “sofferta” pubblicazione, a “microfoni spenti” (ovviamente, strano sarebbe stato il contrario, d’altronde, il clima, l’ambiente, il contesto  è questo e “abbraccia forte” molti protagonisti, anche non sospettabili), alcuni mi hanno chiesto un’opinione sul perché il fenomeno illustrato nel mio intervento, o meglio, nelle ricerche e nei fatti di cronaca da me illustrati, poteva aver assunto quelle dimensioni, considerando anche quanto “non noto”, ma anche perché il franchising era così intensamente oggetto di “attenzioni”.

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Per comprendere meglio i contenuti essenziali di una riflessione che (ritengo) richiederà molto tempo prima di arrivare ad una decisione non facilissima, meglio riguardare con attenzione i motivi posti alla base della creazione del blog

Dott.Rag.Mirco Comparini

Furono ben tre, gli interventi che, nel 2013, dedicai per far comprendere le principali motivazioni che avevano generato l’idea di predisporre un blog che fornisse qualcosa in più rispetto a quanto, all’epoca, era disponibile nella rete, nel web. Li chiamai “i fondamentali“.

Come riportai ad apertura degli interventi, erano “fondamentali per tanti argomenti, se non per tutti, certamente per moltissimi, ma per sua natura il franchising ne richiede una buona dose, una dose maggiore dell’ordinario. Si, perchè è noto che il franchising è particolarmente predisposto a situazioni “ambigue”. (…) Cosa intendo allora per “fondamentali” ? Non vi fornisco una definizione. Voglio far passare un concetto. Voglio trasferirvi una sensazione. E non sarà facile, per me, ovviamente“, esprimendo così già una certa difficoltà nel trasmettere la forza della leva che mi aveva “mosso” a diventare blogger, dopo l’acquisiziopne della qualifica di giornalista Pubblicista con l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti della Toscana.

I fondamentali si articolavano, e per me ancora si articolano, su tre livelli:

  1. i bugiardi e le loro menzogne;
  2. la professionalità, nelle varie definizioni;
  3. il dilettantismo.

Una esposizione descritta nei primi due interventi e poi portata a chiusura nel terzo intervento:

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Nascondere o negare un problema, non corrisponde a risolverlo, è solo droga. 

Chi intrattiene rapporti professionali o personali con il sottoscritto, conosce benissimo quanto sia fortemente critico verso sistemi e modalità di gestione di qualsiasi ambito o settore impostati (anche in buona fede) sulla mediocrità, sulla superficialità, sulla mancanza di analisi e cura dei dettagli. Conosce benissimo la mia opinione sui tanti coach che puntano sulla banalità, su frasi banali, vuote, sul “marketing di te stesso”, ecc., ecc.. Non si tratta di ricerca della perfezione, che i mediocri chiamano in forma dispregiativa  “pignoleria”. Si tratta solo di “impegnarsi nell’eseguire un compito, un ruolo, una mansione nel migliore dei modi con impegno, professionalità, correttezza, deontologia, etica e onestà” (ripeto sempre) e dove il concetto di onestà non sta solo nel “non rubare”, ma sta anche e soprattutto nell’onestà intellettuale (tema amplissimo) che porta con se tutto il resto.

Pertanto, come ultimo intervento prima della pausa estiva, non porto all’attenzione il tema franchising, in senso stretto, ma il concetto che espongo e richiamo riguarda certamente, assolutamente e pienamente anche il franchising.

Ciò che propongo, quindi, è solo un link. Un link nel quale si parla di “mediocri”. Una “piaga” presente da secoli.

  • I mediocri sono quelli che più facilmente s’impongono ai mediocri (Arturo Graf, Ecce Homo, 1908)
  • Non siate che mediocri, otterrete tutto (Charles Joseph de Ligne)
  • Nella repubblica della mediocrità, il genio è pericoloso (Robert Green Ingersoll, discorso, Philadelphia, 1890)
  • La mediocrità è il principio che forma la massa compatta del genere umano (Søren Kierkegaard, Diario, 1834/55 (postumo 1909/49)
  • Vi è in alcuni uomini una certa mediocrità di spirito che contribuisce a renderli saggi (Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688)

E’ un link che inizia con “il mondo è dei mediocri” e se qualcuno pensa che tale concetto sia da applicare solo in politica si sbaglia di grosso e così facendo nasconde un altro problema. Non solo, chi pensa che la mediocrità sia presente solo nella “offerta” e non nella “domanda” sbaglia nuovamente. Stiamo assistendo ad un “incontro” epocale.

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Quando, dopo aver trattato notizie opportunamente verificate e accertate che stimolano articoli, interventi, dibattiti e confronti, arrivano “certe” notizie, talvolta scrivere non serve proprio, anzi, scrivere può non essere possibile

Questo non è un intervento prettamente tecnico. Non c’è uno specifico argomento che tratta di franchising, ma c’è un brevissimo accenno a “storie dal franchising”.

Oggi 26.07.2017 ho ricevuto una email privata. Un messaggio del quale riporto alcuni stralci. Solo un messaggio informativo, niente di tipo professionale. Un messaggio da una persona che è, giustamente, convinta che “la gente deve sapere”. Un messaggio di una persona tra le tante altre coinvolte. Un messaggio da una persona che ha avuto anche il buon gesto di mantenere la riservatezza nei confronti della controparte, del marchio protagonista. Si tratta di una persona che ha recentemente letto alcuni miei interventi, soprattutto quelli di riferimento a sentenze di Tribunali, in particolare l’ultimo intervento. Sinceramente, non credo di aver parole adatte a commentare.  Premetto anche che, al momento, non ho avuto e non ho ancora possibilità di attivare il primo principio giornalistico, cioè, quello di verificare la presenza dei necessari elementi di certezza e fondatezza della notizia. Certo che l’autore del messaggio, la “fonte”, è sicura e rintracciabile e ritengo opportuno tener conto che proprio il comportamento della fonte mi ha generato una certa rassicurazione nel poter pubblicare parte del contenuto del messaggio, comunque anonimo. Si, perchè la fonte si è riservata di darmi in futuro notizie e informazioni e, per riservatezza e rispetto legale, come già accennato, non mi ha citato il marchio in questione e questo è un “comportamento sano”. Non credo, pertanto, siano parole inventate, non credo che a un certo punto della giornata qualcuno abbia voglia di inventare parole e inviarle al sottoscritto. Io, nel frattempo, invece, sono senza parole. Ecco il il messaggio (parziale, ripeto, parziale):

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L’assenza di know how del franchisor inibisce gli effetti della clausola di non concorrenza a contratto non più vigente

Premessa
Impossibile per me non citare le molteplici volte alle quali ho fatto (e faccio ancora) forte richiamo alla fondamentale importanza (leggere “criticità”) del know how nel franchising, di un know how strutturato, reale, concreto, trasferibile e che rispettasse formalmente e sostanzialmente ciò che è il cuore dello stesso franchising, ciò che ne costituisce fondamentale elemento per l’esistenza stessa di qualsiasi sistema di franchising. Ed è impossibile anche non citare quante volte tale problematica sia stata sottovalutata o sottaciuta da chi aveva e ha il dovere di intervenire. Credo (ma non è fondamentale saperlo) sia la prima volta che un Tribunale leghi tale elemento ad una clausola relativa al divieto di concorrenza.

Suggerisco, pertanto, di integrare questo intervento con almeno i seguenti già pubblicati e auguro buona lettura sulla parte restante dell’articolo:
#Franchising e insufficiente Know how: arrivano i Tribunali ?
Il know how nel franchising: un pericoloso stato di “sostanzialità”
Franchising: la protezione del “cuore” è a carico del franchisor
#Franchising: si segnalano annullamenti su tutto il territorio nazionale. Pioggiarella o previsioni di tempesta?
Il requisito essenziale per la sussistenza del #franchising può costituire un pericolo per le #reti? Il #partenariato può essere l’alternativa?
Il partenariato: un “leale sfidante” per il franchising o uno stimolo per migliorarlo?
Partenariato e franchising: oltre la rete cosa c’è?
Guida al Partenariato Commerciale (a cura di IREF Italia)

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