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Sono due gli inviti che ho il piacere di annunciare in occasione del prossimo evento di settore, anzi sono ben tre. Tre appuntamenti da non perdere a Expo Franchising Napoli. Tre appuntamenti per un intenso momento formativo e informativo che ho il piacere di mettere a disposizione dei visitatori e degli espositori per un unico ciclo di aggiornamento per franchisor e franchisee

Il primo è un doppio appuntamento. Due intere giornate (18 e 19 maggio) con “Franchising campus – Scuola di Franchising“, a cura Studio Comparini & Russo / Professional Group srl-Franchising Analysis. Un intenso programma a ciclo continuo sul franchising.

L’altro apputamento è per le ore 18 di venerdì 18 maggio con il “Business Meeting“, a cura di IREF Italia, un incontro relazionale e di aggiornamento che si concluderà con un cocktail. Nell’occasione curerò anche un momento di aggiornamento trattando il tema dell’importanza dell’informazione precontrattuale nel franchising.

Gli eventi si terranno nei pressi dell’Area IREF Italia, stand n.6032

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Continua ad essere oggetto di dibattito e anche di provvedimenti giurisprudenziali, ovvio, per una situazione nella quale un soggetto “investe” e l’altro dovrebbe aver già “investito”, c’è “l’economia” nel mezzo, ma sembra non interessare

PREMESSA
Per questo argomento, non posso evitare di prendere in considerazione un importante elemento e cioè l’eliminazione (in sede di conversione) della lettera g), dall’art.4 della Legge 129/04 (Obblighi affiliante 30gg prima della firma) ove era riportato:

g) un’ipotesi di bilancio previsionale fondata, se possibile, su esperienze di affiliati in posizione analoga; tale ipotesi non costituisce, in alcun modo, garanzia o promessa di risultato, ferme restando le tutele civili e penali per l’affiliato quando l’ipotesi stessa risulti elaborata con dolo o colpa grave”.

Come detto, si tratta di una disposizione normativa che non ha mai visto luce e le motivazioni addotte a tale rimozione sono state diverse tra le quali spicca la volontà di importanti franchisor.
Indubbiamente il primo elemento valutativo su cui basarsi per “decidere” se aderire a una rete, è dato dalla reale, concreta e tangibile presenza di trasparenza e di chiarezza, sinonimi di correttezza, da parte dello stesso affiliante, caratteristiche che dovrebbero costituire le basi (fondamentali) affinché un affiliato possa veramente avvicinarsi a un approfondimento e una analisi del franchising scelto. E questo passa necessariamente dalla predisposizione di un completo ed esauriente piano economico-finanziario. È pur vero che la nuova legge non ritiene necessario tale elemento, ma è vero anche che quando si procede a un’affiliazione è importante dare un valore a ciò che “si compra” (termine esatto), cioè ciò a cui ci si affilia “sborsando del denaro”. Nel complesso delle attività di “valutazione” rientra, senza ombra di dubbio, la valutazione economico-finanziaria basata sul relativo “piano aziendale” o “business plan” (quantomeno numerico). Al di fuori del contesto normativo, nella pratica, ci si pone spesso la domanda se il franchisor debba o non debba fornire un bilancio preventivo al potenziale affiliato o se quest’ultimo possa o non possa richiedere tale documento all’affiliante. Forse sarebbe il caso di modificare il punto di vista ed elaborare un ragionamento diverso: “È opportuno e utile predisporre un bilancio preventivo per il potenziale affiliato?”, dal punto di vista dell’affiliante, e “È opportuno ed utile chiedere un bilancio preventivo all’affiliante?”, dal punto di vista dell’affiliato.
La risposta che posso dare all’argomento in analisi è che predisporre un’ipotesi di redditività non è “imposto” legalmente ma è certamente opportuno. Quindi, ciò che occorre aver ben chiaro è:

mettere nero su bianco una ipotesi di redditività, non è richiesto legalmente e, pertanto, è un comportamento legalmente corretto quello assunto dal franchisor che non predispone tale tipologia di documento…però…

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Il tempo passa, ma la storia si è fermata, in silenzio, nel silenzio, con i complici

Da una “Guida al Mettersi in Proprio – Franchising” di un Ente Pubblico (Provincia), anno 2002 (due anni prima dell’introduzione della Legge n.129/2004):
La creatività e l’entusiasmo profusi nella creazione delle nuove catene non si sono tuttavia sempre accompagnati a qualità e validità nei contenuti: ancora in troppi casi iniziative improvvisate e scarsamente professionali, prive di una valida preparazione manageriale dei responsabili delle reti, di una chiara individuazione degli obiettivi di sviluppo, di una adeguata qualità dei prodotti e dei servizi, di appropriate strategie di marketing e di promozione, di un serio programma di assistenza e formazione continua agli affiliati, hanno finito per suscitare dubbi e sospetti nei potenziali investitori“.

A.D. 2017 (quasi 2018), non è cambiato niente e potrei finirla qua, finito l’intervento, stop, chiuso, ma, invece, qualcos’altro posso aggiungere.

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Una integrazione alla mia recensione tecnica al film su Ray Kroc, non il fondatore di McDonald’s, ma il fondatore dell’impero McDonald’s

Risale al gennaio 2017 (“The Founder”, in scena #McDonald’s e il #franchising…le colonne di una mia “scelta professionale”) la mia recensione tecnica sul film “The Founder” e, al tempo, cercai di elaborarla con una certa tempestività, sia per redigerla subito dopo la visione del film, a mente fresca, sia per anticipare una serie recensioni che, come poi accaduto, mi immaginavo già impostate e improntate prettamente su aspetti più “motivazionali” o di marketing o di “(para)coaching”. A distanza di mesi, ho nuovamente visto il film ed ho elaborato ulteriori elementi per una integrazione per evidenziare aspetti nuovi e per aggiungere altre “sfumature” ad aspetti già analizzati con il primo intervento.

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Per comprendere meglio i contenuti essenziali di una riflessione che (ritengo) richiederà molto tempo prima di arrivare ad una decisione non facilissima, meglio riguardare con attenzione i motivi posti alla base della creazione del blog

Dott.Rag.Mirco Comparini

Furono ben tre, gli interventi che, nel 2013, dedicai per far comprendere le principali motivazioni che avevano generato l’idea di predisporre un blog che fornisse qualcosa in più rispetto a quanto, all’epoca, era disponibile nella rete, nel web. Li chiamai “i fondamentali“.

Come riportai ad apertura degli interventi, erano “fondamentali per tanti argomenti, se non per tutti, certamente per moltissimi, ma per sua natura il franchising ne richiede una buona dose, una dose maggiore dell’ordinario. Si, perchè è noto che il franchising è particolarmente predisposto a situazioni “ambigue”. (…) Cosa intendo allora per “fondamentali” ? Non vi fornisco una definizione. Voglio far passare un concetto. Voglio trasferirvi una sensazione. E non sarà facile, per me, ovviamente“, esprimendo così già una certa difficoltà nel trasmettere la forza della leva che mi aveva “mosso” a diventare blogger, dopo l’acquisiziopne della qualifica di giornalista Pubblicista con l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti della Toscana.

I fondamentali si articolavano, e per me ancora si articolano, su tre livelli:

  1. i bugiardi e le loro menzogne;
  2. la professionalità, nelle varie definizioni;
  3. il dilettantismo.

Una esposizione descritta nei primi due interventi e poi portata a chiusura nel terzo intervento:

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