§ – FRANCHISING 2020: D’OBBLIGO I DATI COMPLETI – § –

Graditissimo e molto atteso il rapporto annuale su “Strutture, tendenze e scenari del settore franchising 2020“, una importante fotografia dell’anno della pandemia. Occorre porre attenzione alla diffusione dei dati

Era accaduto già nel corso del 2020, rispetto ai dati forniti sul 2019: alcuni operatori del settori, alcuni giornalisti, alcune testate, alcune associaizoni, riportavano come “il franchising stesse resistendo alla crisi da Covid-19“. Affermazioni alquanto bislacche, considerato che il rapporto uscito nel 2020 si riferiva, appunto, al 2019, anno pienamente operativo.

Mettendo da parte questa “stranezza”, siamo finalmente giunti ad avere i dati 2020 sul settore grazie al rapporto annuale su “Strutture, tendenze e scenari del settore franchising 2020“, realizzato ed elaborato da Servizio Studi Assofranchising in collaborazione con CREA e adesso cosa sta accadendo?
E’ in corso di diffusione una comunicazione del tutto simile con la divulgazione di solo una parte di ciò che si legge dai dati risultanti dal rapporto e, ovviamente, sono in diffusione solo i dati positivi.

A questo punto bene fare chiarezza.

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– § – ABUSO DI DIPENDENZA ECONOMICA DA McDONALD’S? AGCM AVVIA ISTRUTTORIA – § –

Da tre segnalazioni pervenute nel corso del 2021, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intende approfondire e verificare la presenza di effettive condotte di abuso di dipendenza economica nei confronti degli affiliati del più famoso franchising al mondo

Le segnalazioni sono giunte all’AGCM tra marzo e maggio 2021, con integrazione nel luglio 2021, da parte di legali rappresentanti di tre SRL, che hanno operato nell’ambito del cd. “sistema McDonald’s” con la gestione di ristoranti della più famosa rete di franchising al mondo del settore fast food in diverse regioni italiane tramite contratti di affitto di ramo di azienda e/o franchising, allo stato cessati.

La ricostruzione effettuata dai segnalatori parte sin dai primi contatti pre-negoziali e dalla stipula dei contratti di franchising e/o di affitto di ramo di azienda sino alla cessazione dei rapporti con il concedente. In particolare, l’AGCM classifica e raggruppa le condotte segnalate in quattro grandi categorie:

  1. condotte adottate prima della stipula del contratto;
  2. clausole inserite nei contratti di affitto di ramo di azienda e/o franchising;
  3. condotte adottate durante il rapporto negoziale;
  4. ulteriori condotte adottate al termine del rapporto negoziale.

Sulla base di tali segnalazioni l’AGCM in data 27.07.2021 ha deciso di avviare l’istruttoria e di concedere 60 giorni di temi per audire le parti. Tale termine ad oggi risulta decorso e, pertanto, dovrebbe presto giungere un’imminente pubblicazione dell’esito dell’istruttoria senza alcuna certezza sull’esito finale.

Premetto subito: conosco benissimo il Sistema McDonald’s e sin da quando ha avuto modo di avviare l’espansione in Italia per mezzo dell’acquisizione della rete Burghy.
Questa conoscenza diretta e di lunghissima data, mi rende alquanto perplesso, salvo alcuni punti minoritari e di ridotta rilevanza, sul “racconto” riportato dagli esponenti, pur con il rispetto di ciò che AGCM deciderà.
La perplessità consiste nel fatto che molti degli elementi contestati, se saranno considerati condotte di abuso, snaturerebbero (facendo una sintesi di una problematica più ampia) l’intera caratteristica dei rapporti di franchising, l’intera necessità di standardizzazione del fare impresa, dell’uniformità di immagine e tutela della stessa, ma anche della conservazione e della tutela del know how obbligatoriamente presente in un sistema di franchising, obbligatoriamente trasferibile agli affiliati, ma anche obbligatoriamente soggetto al mantenimento della sua segretezza.

In ogni caso, per dovere di cronaca e informazione, analizziamo tale provvedimento e di seguito riporto una sintesi dei quattro punti precedenti.


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– § – L’AGEVOLAZIONE SABATINI VALE ANCHE PER IL FRANCHISING – § –

Chiarimento del Ministro dello Sviluppo Economico: gli investimenti in beni strumentali effettuati dal franchisor (affiliante) sono ammissibili al contributo previsto, anche se concessi in comodato d’uso ad uno o più franchisee (affiliati)

Un chiarimento giunto dal Ministero dello Sviluppo Economico, con risposta Faq 6.23, precisa la possibilità di usufruire dell’agevolazione in investimenti in beni strumentali e specifica a quali condizioni.

Questo il quesito sottoposto al chiarimento del Ministero:

Può presentare domanda di agevolazione un franchisor che acquista macchinari, impianti e attrezzature (mantenendone la proprietà), per cederli in prestito d’uso (altrimenti detto “comodato d’uso” gratuito) a diversi franchisee?

La risposta del Ministero va oltre al quesito in quanto, fornisce il medesimo chiarimento allargandolo anche alla locazione dei beni strumentali coprendo, così anche un’altra delle modalità con le quali le parti contrattuali regolano tale tipologia di rapporto. Infatti, il Ministero chiarisce:

Il contratto di franchising è un contratto “atipico” in quanto non è direttamente disciplinato dal Codice Civile e rientra nella categoria dei contratti di distribuzione. Si tratta di un accordo di collaborazione commerciale tra due imprenditori giuridicamente ed economicamente indipendenti e volto alla commercializzazione di beni e/o servizi.

L’acquisto di beni strumentali da parte di un franchisor può essere considerato ammissibile se vengono rispettate le seguenti condizioni:

1) i beni acquistati devono essere strumentali all’attività svolta dal franchisor, ad uso produttivo ed avere una loro autonomia funzionale;

2) essere iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale del franchisor, così come previsto dall’articolo 5, comma 1, del decreto interministeriale 25 gennaio 2016;

3) se concessi in locazione o in comodato gratuito al franchisee, la locazione o il comodato devono risultare da regolare contratto registrato secondo quanto previsto al punto 7.8 della circolare 15 febbraio 2017, n. 14036, e ss.mm.ii., e riportante l’ubicazione dell’unità produttiva in cui vengono utilizzati i suddetti beni, nonché l’impegno a non distrarre i beni agevolati dall’uso produttivo nei tre anni successivi alla data di completamento dell’investimento, e l’irrevocabilità dell’affitto-comodato per i suddetti 3 anni.

– § – CORSO DI FORMAZIONE: “METTI LA PASSIONE NELLA TUA IMPRESA”

Un percorso formativo on line per “fare impresa”, ma anche per assisterla, accompagnarla, svilupparla per gestire cambiamenti e affrontare gli scenari futuri che caratterizzeranno i prossimo anni

IKIGAI” è l’equivalente giapponese di espressioni italiane quali “ragione di vita“, “ragion d’essere“, “scopo della vita“. La parola si riferisce, appunto, ad avere uno scopo nella propria vita, ciò che rende la vita degna di essere vissuta e, quindi, la persona compie azioni volontarie e spontanee per dare un senso alla vita stessa.

IKIGAI – Metti la passione nella tua impresa” è un corso che si pone l’obiettivo di fornire formazione e informazione di alta qualità al fine di poter indirizzare le sicuramente presenti “passioni” in dote alle persone in “azioni a favore della propria impresa”.
Sviluppato in 12 moduli per 11 giornate, dal 21.10.2021 al 17.11.2021, con un totale di 56 ore complessive, il corso si rivolge a manager, professionisti, consulenti aziendali, ma anche a imprenditori stessi o aspiranti tali.
Il corso è in accreditamento per la formazione professionale continua all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Siena.

Studio Comparini & Russo e Professional Group srl – Franchising Analysis sono presenti per la trattazione del tema “La consulenza al franchising“, a cura del Dott.Rag.Mirco Comparini.

Di seguito tutti i dettagli.

IKIGAI METTI LA PASSIONE NELLA TUA IMPRESA
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– § – CULTURA DEL FRANCHISING: L’INFORMAZIONE LEGALE E’ LA SPIA (GLI USA INSEGNANO) – § –

La comprensione (nel più ampio senso) del franchising passa da moltissimi fattori, non solo da quelli prettamente legali e aziendali. E’ una specifica cultura che si estende anche nel sociale e che in alcuni paesi ha raggiunto alti livelli di maturità che dovrebbero essere osservati con maggiore attenzione e, perché no, imitati e non evitati come accade (ovviamente) in Italia

E’ ben noto che gli USA siano il paese del franchising, una nazione nella quale il franchising costituisce una attività fortemente consolidata, largamente diffusa e ufficialmente accettata forma di investimento. Per comprenderne la portata, alcuni dati del 2017:

  • 745,290 franchising attivi in America nel 2017 di cui oltre 150000 franchising nell’ambito della ristorazione, il settore più diffuso di franchising negli Stati Uniti
  • il 10% dei nuovi posti di lavoro creati nel corso del 2017 negli Stati Uniti sono dovuti ad attività di franchising
  • il 4.5% del PIL americano è legato ad attività operanti in franchising
  • oltre il 55% dei franchising in attività negli Stati Uniti appartengono a società con più di un punto vendita
  • alcuni settori di attività negli USA sono letteralmente dominati dai franchising. Tra questi: negozi di ottica, punti di spedizione per corriere, piccoli magazzini ad uso personale, centri per la dieta ed il dimagrimento.

Fa impressione pensare che il 4,5% del PIL USA sia legato ad attività in franchising, vero? Eppure, come ho riportato nell’intervento “Pillola di (in)cultura sul franchising” ci sono ancora un numero impressionante di manager, imprenditori e professionisti che non hanno proprio idea di cosa sia il franchising e di quali opportunità offra. Il motivo è semplice, ma meglio non scriverlo per non ingenerare suscettibilità.
In ogni caso, questo dato ci fa comprendere del perché tale settore sia ormai parte della cultura economica di quel paese e ci fa comprendere anche le straordinarie potenzialità per le imprese da parte di questo strumento adottato con grande successo in uno dei mercati più concorrenziali al mondo.

Fatta questa premessa e mettendo da parte l’aspetto squisitamente tecnico, legale ed economico, ci sono alcuni aspetti che la regolamentazione del franchising USA fornisce che definire (con estrema sincerità) straordinari è veramente poco. Vediamone un paio.

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